A Wall Street il ribasso non è finito

Gaetano Evangelista Amministratore Unico AGE Italia

giovedì 28 gennaio 2016

Il ribasso degli ultimi tre mesi è stato particolarmente intenso. È come se gli investitori si fossero risvegliati da un torpore che perdurava da tempo, rilevando una realtà a loro non gradita. Le vendite sono state la naturale evoluzione di questo stato d’animo.



Così come la parte finale della salita è stata alimentata da pochissime società a grande capitalizzazione, la discesa è risultata specularmente indotta da una partecipazione davvero corale: in occasione del minimo della settimana scorsa, più del 40% delle oltre 3200 società del NYSE si collocava sui livelli più bassi delle ultime 52 settimane.












Ad evidenza, nemmeno in occasione del mini-crash di agosto, la partecipazione al ribasso fu così ampia.

E questo solleva un angosciante interrogativo: se le società in ribasso sono così copiose, è sensato parlare di «minimo imminente», di «prossimo rimbalzo», di «mercato in ipervenduto»?

Temiamo di no. In occasione del ribasso del 2011, il secondo minimo fece registrare una partecipazione sì elevata, ma decrescente: a differenza del primo minimo, quello di agosto, il bottom di ottobre fece registrare meno del 40% delle società del NYSE sui minimi annuali.

E che dire del minimo del 2008? Anche allora un primo estremo di ampiezza, ben superiore al 40% in termini di società sui minimi annuali, fu seguito da un ulteriore minimo dello S&P ma da una partecipazione calante al ribasso, in occasione del definitivo bottom di marzo 2009.

Questo schema comportamentale evidenzia come il minimo di questo mese sia difficilmente quello definitivo: mancano le condizioni in termini di ampiezza di mercato. Ulteriori ribassi e nuovi minimi sono da mettere in conto: la struttura di mercato è troppo deteriorata per suggerire che il ribasso degli ultimi tre mesi sia agli sgoccioli.

Possiamo anche essere disposti a confortare gli irriducibili rialzisti: chissà, forse, magari un rimbalzo prima o poi capiterà. Ma il massimo del 2016 con ogni probabilità è stato realizzato.
E una volta, eventualmente, abbattuto il supporto descritto la settimana passata, farsi trovare con le azioni in mano sarebbe peccato mortale.



 

Tag: BORSA, TRADING, WALL STREET

 
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