Aim, incentivi alle IPO

Daniel Settembre ITF News

martedì 24 ottobre 2017


Una spinta verso la quotazione su Aim Italia. Tra le grandi novità contenute nell’ultima bozza del Governo sulla Legge di Bilancio 2018 c’è infatti un credito d’imposta sul 50% dei costi di consulenza e collocamento legati all’IPO su AIM Italia. Il DDL dovrà essere approvato dal Parlamento (Senato e Camera nello stesso testo) entro fine 2017.

 

Ad oggi infatti uno dei maggiori ostacoli rilevati dalle società italiane alla quotazione in Borsa è rappresentato dai costi di IPO. I costi che l’emittente sostiene per il processo di quotazione possono essere raggruppati in due macro categorie: costi fissi di advisory e costi variabili di collocamento. I costi fissi sono espressi in funzione della struttura, dimensione e della complessità aziendale e, a prescindere dall’esito dell’operazione, includono tutte le consulenze specifiche necessarie per valutare la fattibilità di IPO e supportare la società nel processo. I costi variabili si riferiscono al collocamento del titolo sul mercato e sono definiti come percentuale sulla raccolta complessiva di capitale (OPS + OPV).


“Questa importante scelta governativa potrà fornire una risposta concreta al grande afflusso di liquidità proveniente sul mercato azionario dai PIR e alimentare un circolo virtuoso di nuove quotazioni su AIM, il mercato per la crescita delle PMI”, commenta Anna Lambiase, Amministratore Delegato di IR Top. “Un incentivo alle imprese che taglia del 50% i costi di IPO nella modalità di credito d'imposta, nella nostra visione e conoscenza del mercato AIM, potrà stimolare significativamente nuove quotazioni di PMI nei prossimi anni con un importante impulso alla crescita della capitalizzazione e conseguentemente del PIL generato colmando l'enorme gap che allontana la piazza finanziaria nazionale dalle medie dei mercati europei, in primis Germania, dove il rapporto capitalizzazione su Pil si avvicina al 50% e Francia ove supera l’85%. Tale rapporto per l’Italia negli ultimi anni sfiora infatti solo il 30%.


Tutto questo dovrà però avvenire, sempre secondo Lambiase, stimolando una crescita di qualità, che veda l'ingresso in Borsa di PMI eccellenti nel loro contesto competitivo, con buoni fondamentali e una logica di crescita sana e sostenibile che potrà portare un importante beneficio alla creazione di valore del Paese incrementando il dato occupazionale. “Se la proposta governativa”, aggiunge Lambiase, “sarà trasformata in Legge, le nostre PMI eccellenti potranno ottenere un vantaggio competitivo anche a livello internazionale e attrarre nuovi investitori istituzionali. Ora occorre aumentare la cultura del mercato dei capitali e la conoscenza delle logiche di investimento che la quotazione porta alle imprese e la nostra nuova iniziativa www.pmicapital.it va in questa direzione”.


In una indagine condotta da IR Top nel settembre 2016, emergeva da parte di imprese e investitori la richiesta di manovre correttive alla scarsa liquidità e alla mancanza di investitori istituzionali specializzati sulle Small Cap. Oggi, a distanza di un anno il contesto AIM è completamente cambiato grazie alla Legge di Bilancio 2017 che ha introdotto i Pir generando una rinnovata fiducia verso questo mercato azionario, una significativa crescita della liquidità che ha superato 1,6 miliardi di euro in 10 mesi quintuplicando il valore di riferimento del 2016, la nascita di oltre 50 nuovi fondi Pir dedicati alle Small Cap e performance FTSE AIM positive. Questi gli effetti della apprezzata manovra governativa, unitamente alla crescita del numero di IPO che ha già quasi raddoppiato il numero complessivo dell’intero 2016. L’impatto dei PIR continua a generare un afflusso di risorse importante sul mercato secondario e si evidenzia ora la necessità di stimolare l'offerta di nuove PMI anche per evitare effetti "bolla" che già in alcuni titoli la "domanda PIR" sta generando in Borsa.


E per quanto riguarda la misura del credito d’imposta? L’Osservatorio AIM di IR Top stima costi fissi di advisory che, anche a seconda della complessità delle caratteristiche della PMI, variano nel range di 300 mila – 500 mila euro, e costi variabili di collocamento di circa 360 mila euro sulla base di un dato medio di raccolta che si attesta a 7,3 milioni di euro. La manovra potrebbe contribuire a raddoppiare le attuali dimensioni del mercato AIM Italia generando un importante incremento del numero di prossime IPO.





 


Tag: AZIONI, BANCHE, BORSA, ECONOMIA, FINANZA, INVESTMENT

Titoli: PMI

 
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