Asse Biella-Milano per il primo fondo etico

Sara Mortarini

martedì 22 novembre 2016
Si chiama Investimenti Sostenibili Lifegate il primo fondo etico quotato su Borsa Italiana. Frutto di una partnership tra Sella Gestioni SGR (Gruppo Banca Sella) e Lifegate, network di riferimento per la sostenibilità in Italia; l’ultimo arrivato sul segmento di Etf Plus dedicato agli oicr aperti porta quindi l’intera squadra a quota 134. Inoltre si tratta del primo fondo quotato emesso da una società che fa parte di un gruppo bancario, un segnale importante per lo sviluppo del canale avviato ormai quasi due anni fa da Borsa Italiana. A raccontarci tutti i dettagli è Nicola Trivelli, ceo di Sella Gestioni Sgr.

Dott. Trivelli, quando avete iniziato ad occuparvi di investimenti etici?

La storia nasce nel 1999, quando abbiamo lanciato il nostro fondo etico. All’epoca questo consisteva nella devoluzione di parte dei guadagni a progetti di beneficenza che poi seguivamo e monitoravamo. Tra il 2003 e il 2005 è cambiata la politica di investimento, con l’affermazione degli indici etici e l’introduzione dei criteri di inclusione ed esclusione. Infine nel 2015 il fondo è stato il primo oicr di diritto italiano ad adottare una politica di impact investing, focalizzandosi su sei aree tematiche di sviluppo sostenibile: supporto ambientale, accesso alla finanza, assistenza sanitaria, alimentazione e agricoltura sostenibile, edilizia sostenibile ed educazione. In ciascuna di queste aree sono supportate le iniziative che creano un impatto sociale e ambientale positivo e generano valore. Il tutto con un approccio finanziario, volto a generare performance competitive. Le novità di quest’anno sono state la quotazione in Borsa, che ci consente di raggiungere una platea più ampia di investitori, e l’accordo con Lifegate, network storico nel mondo della sostenibilità.


Com’è avvenuto l’incontro con Lifegate?

Siamo due operatori diversi nel mondo della sostenibilità: loro ci hanno notati in quanto primo fondo italiano di impact investing e ci hanno chiesto di diventare partner. E noi abbiamo accettato, convinti che il concetto di sostenibilità sia molto più ampio della sola finanza sostenibile.

Perché avete deciso di quotare questo fondo?

Era da tempo che pensavamo alla quotazione. Sappiamo che i volumi per ora sono ancora piccoli, ma crediamo che sia una fase di partenza fisiologica e siamo convinti che un canale aperto come quello di Borsa sia un’opportunità. Noi siamo la prima SGR di provenienza bancaria a quotare un fondo a Piazza Affari: in questo modo molti investitori che non sono clienti di banche nostre collocatrici potranno avere accesso al prodotto. Anche perché Investimenti Sostenibili Lifegate ha un target molto vasto, riuscendo a combinare rendimento e valori etici, per cui è un peccato escluderne una parte perché non siamo collocati su certe piattaforme: in questo senso la quotazione è una solizione. Inoltre quello di Borsa può essere un canale interessante per l’estero, perché alcuni gestori di secondo livello possono vedere nella quotazione una garanzia in più di trasparenza.

Pensate di quotare anche altri fondi?

Vedremo, può darsi: l’idea è che noi vorremmo andare in Borsa con prodotti molto innovativi e sfidanti, che possano attirare l’attenzione dei clienti, visto che certo non vengono incentivati a comprare i fondi quotati. Devono essere prodotti che non si possono trovare ovunque.

Come si posiziona Investimenti Sostenibile Lifegate per le commissioni?

Il fondo è ben diversificato, potendo investire sia in obbligazioni sia – entro una certa soglia – in azioni: possiamo dire che è un bilanciato moderato. Le commissioni sono su un livello dell’1% quindi competitive rispetto a quel che vediamo nella distribuzione tradizionale. Ma l’aspetto più importante è essere riusciti a mettere insieme l’efficienza finanziaria con un rischio contenuto – la volatilità è poco sopra il 4% - e con tutta la questione della sostenibilità e dell’impact investing.







 

Tag: ANALISI TECNICA, AZIONI, BORSA, FINANZA, INVESTMENT, OBBLIGAZIONI

 
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