Azimut vola in Iran

Daniel Settembre ITF News

mercoledì 18 ottobre 2017


“Oggi, entrando nel mercato finanziario iraniano, stiamo compiendo uno storico primo passo per un player internazionale”. Con queste parole Sergio Albarelli, CEO di Azimut Holding, commenta l’ultimo accordo per acquisire il 20% di Mofid Entekhab (“Entekhab”), la più grande società di asset management indipendente in Iran, appartenente al Gruppo Mofid, la principale società di brokeraggio e di consulenza finanziaria del Paese.

Azimut diventa così la prima realtà finanziaria globale ad entrare con un investimento azionario in una società che fornisce servizi finanziari in Iran autorizzati dal regolatore locale, SEO. “Il Gruppo”, aggiunge Albarelli, “in modo pionieristico apre la strada alle opportunità inespresse di un mercato di frontiera che possiede le stesse credenziali di un grande mercato avanzato emergente. Mofid incrementerà la sua indiscutibile leadership di mercato con una reputazione pluriennale nell’attività di brokeraggio e di servizi di asset management, che ha in comune con Azimut i valori di indipendenza e l’orientamento al risultato. Siamo impazienti di avvalerci di questa partnership per creare valore a beneficio dei clienti locali ed internazionali”.

Le due società hanno anche siglato un accordo parasociale per sviluppare una piattaforma di consulenza finanziaria onshore e istituire un fondo offshore per consentire agli investitori stranieri l’accesso al mercato di capitali iraniano. Soddifazione anche da parte di Hamid Azaraksh, Presidente di Mofid Securities, che dichiara: “La visione di lunga data di Mofid ha avuto come obiettivo la creazione di valore per i clienti con una piattaforma di servizi finanziari che le consente di essere leader nel mercato finanziario iraniano. Il nostro obiettivo strategico è ora quello di capitalizzare il nostro track record di intermediario finanziario leader in Iran e creare con Azimut un benchmark nell’industria locale del risparmio gestito. L’obiettivo sfidante della nostra partnership è trasferire il know-how di Azimut a beneficio dei nostri clienti, in modo che possano avere accesso a nuovi servizi di wealth management e consulenza finanziaria in linea con i più elevati standard internazionali”.

Azimut, attraverso AZ International Holdings S.A., acquisirà da Mofid Securities il 20% di Entekhab con il Gruppo Mofid che rimarrà l’azionista di maggioranza. Azimut e Mofid, inoltre, parteciperanno proporzionalmente ad un aumento di capitale per finanziare il business plan volto a sviluppare una gamma di strategie di investimento in asset class locali, a realizzare una rete distributiva locale che fornisca consulenza finanziaria e servizi di wealth management e a lanciare fondi offshore per investitori stranieri.

Entekhab, il più grande asset management indipendente in Iran, è stata fondata nel 2016 e nata dalla linea di business del risparmio gestito di Mofid Securities, a fine settembre 2017 gestiva 89 milioni di dollari di masse complessive, distribuite tra 6 fondi comuni e depositi amministrati. Mofid Securities è leader di mercato tra le società iraniane di brokeraggio e conta oltre 300.000 clienti per una quota di mercato che a settembre 2017 era pari a circa il 7% su 107 broker totali.


Si tratta di un investimento strategico per Azimut anche perché la Repubblica Islamica dell’Iran è la seconda più grande economia del Medio Oriente con una popolazione di 80 milioni di abitanti e un PIL, a parità di potere d’acquisto, pari a 1,5 trilioni di dollari (la 18esima economia del mondo).

Con la revoca delle sanzioni internazionali avvenuta nel 2016, è previsto che l’Iran cresca di oltre il 4% all’anno fino al 2020. Il Paese rappresenta una grande opportunità per le società globali di asset management grazie a una forte crescita demografica (il 60% della popolazione ha meno di 30 anni) e una popolazione istruita (58% di tasso di iscrizione all’università), un alto PIL pro capite a parità di potere di acquisto, bassa capitalizzazione dell’economia (il mercato azionario rappresenta l’8% del PIL, contro il 29% della Turchia e il 44% del Brasile), limitazioni strutturali delle banche locali a raccogliere capitali per mezzo di depositi locali ed elevati ostacoli all’ingresso di investitori stranieri.

Si prevede che la progressiva integrazione delle istituzioni bancarie iraniane all’interno del sistema bancario globale sosterrà gli investimenti esteri diretti (attualmente inferiori allo 0,5% del PIL contro il 2% circa della Turchia e il 4% del Brasile) a supporto della crescita economica a lungo termine del Paese.


 

 


Tag: ASSET, AZIONI, ECONOMIA, FINANZA, INVESTMENT

Titoli: AZIMUT, TELEFONICA SA

 
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