BoE, falchi all’attacco

Carlo Alberto De Casa Chief Analyst ActivTrades

venerdì 16 giugno 2017

La Banca Centrale Americana ha alzato i tassi per la seconda volta in questo 2016, la quarta dopo la crisi finanziaria, portandoli all’1,25%. Una mossa in gran parte scontata dai mercati ma nonostante ciò la banconota verde ha recuperato terreno, con l’euro-dollaro che da 1,13 ha perso terreno scivolando sotto quota 1,12.
 

Le quotazioni dell’euro dollaro in un grafico a 4 ore. Fonte: piattaforma ActivTrader


Decisamente meno atteso l’esito del voto della Bank of England, chiusosi sul 5 a 3. Infatti se Forbes, già favorevole ad un rialzo nei precedenti meeting, ha avuto l’appoggio di Michael Saunders e Ian McCafferty. Insomma, le colombe sono ancora in maggioranza, con 5 voti per lasciare i tassi invariati, ma i falchi rialzisti sono ormai 3.
 

Dunque, in sintesi, la crisi politica e lo scenario macroeconomico del Regno Unito in peggioramento paiono preoccupare la Bank of England, che inizia a mostrare l’intenzione di alzare i tassi di interesse prima del previsto. Va infatti ricordato come negli ultimi mesi la crescita del Pil britannico sia rallentata a +0,2%,mentre l’inflazione UK sia salita al 2,9%, superando dopo 4 anni la crescita reale dei salari britannici.
 

Anche senza toccare i tassi direttamente, ma soltanto con questo voto “diviso” la Bank of England pare essere riuscita a dare un segnale ai mercati, con gli operatori che sono tornati ad acquistare sterline. Il cambio fra euro e pound era infatti arrivato sopra 0,88 sulla scia dell’incerto scenario politico che sta caratterizzando il paese, dopo che Theresa May ha perso la maggioranza in Parlamento. Il meeting della Bank of England e la revisione al rialzo delle aspettative legate all’inflazione hanno spinto questo rapporto a 0,873, con un recupero vicino al punto percentuale.
 

Il primo importante supporto su questo cambio è collocato a 0,866/0,867, sui minimi raggiunti nella giornata dell’8 giugno quando Theresa May pareva destinata a conquistare la maggioranza, scenario poi non verificatosi (con le annesse conseguenze ribassiste per la sterlina spiegate poco fa). Viceversa spazio per nuovi rally bearish per il pound in caso di risalite oltre 0,877, con target a 0,88 e 0,885, importante resistenza statica per questo cambio.
 

Le quotazioni del cambio euro sterlina in un grafico giornaliero. Fonte: piattaforma ActivTrader


Sempre in tema sterlina, il rapporto pound/dollaro viaggia poco sotto quota 1,28, con movimenti relativamente più contenuti. Spazio per nuove discese sotto 1,265, mentre avremo un segnale rialzista soltanto con un chiaro ritorno delle quotazioni sopra 1,30. Le decisioni delle rispettive banche centrali dominano chiaramente la scena.
 

Le mosse della Federal Reserve, interpretate come da “falco”, hanno avuto conseguenze anche sul mondo delle materie prime, indebolendo le quotazioni del comparto delle commodities. In particolare l’oro ha perso l’importante supporto posizionato a 1.261/1.263 dollari l’oncia, riavvicinando i 1.250$.


Scenario estremamente complicato per il prezioso, che paga la forza del dollaro (con cui gode di norma di una correlazione negativa). Dal punto di vista tecnico i primi supporti appaiono collocati a 1.240 e 1.225 dollari l’oncia, prima della solida barriera dei 1.200 dollari l’oncia che ha ripetutamente frenato la discesa dei prezzi negli scorsi mesi.


Le quotazioni dell’oro in un grafico giornaliero. Fonte: piattaforma ActivTrader


Analisi a cura di Carlo Alberto De Casa, Chief Analyst ActivTrades


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Qualsiasi previsione ivi fornita non è un indicatore affidabile di risultati futuri. ActivTrades Plc. Via Borgonuovo 14/16 20121 Milano – iscritta all’Albo delle imprese di investimento comunitarie con succursale al numero 97


Carlo Alberto De Casa

Chief Analyst

 

 


Tag: BULL OR BEAR, DOLLARO, ECONOMIA, FEDERAL RESERVE, GRAFICI, SUPPORTI E RESISTENZE, TASSI, TRADING

Titoli: CRESCITA, EUR/USD, ORO

 
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