Continua la saga del “BTP Italia”

Mario Alessandro Allegra ALFA Consulenza Finanziaria

martedì 7 novembre 2017


È prevista per il 12 novembre la scadenza della quinta serie del BTP Italia (IT0004969207), che quattro anni fa aveva segnato il massimo di raccolta su questo tipo di obbligazioni a ben 22 miliardi, record poi mantenuto anche nelle successive emissioni.


Lo Stato si appresta quindi a rifinanziare questo bond programmando il lancio di un nuovo prodotto equivalente, con le medesime caratteristiche dei titoli precedenti e scadenza a 6 anni, in collocamento per investitori retail sul MOT dal 13 al 15 novembre. Per un’emissione rimborsata, una in collocamento.

 

Ricordiamo le principali caratteristiche: cedola semestrale calcolata sul capitale rivalutato, rivalutazione del capitale corrisposta unitamente alle cedole ogni sei mesi, capitale nominale garantito a scadenza anche in caso di deflazione, premio fedeltà per chi acquista in emissione e conserva il titolo fino a scadenza.

 

 

Non sarà facile per il Tesoro rifinanziare la quinta serie con quella che si appresta ad emettere, è probabile che l’interesse si mantenga limitato vista la bassa cedola reale che potrebbe pagare, di cui si conoscerà il valore esatto solo venerdì 10 novembre.

Tuttavia possiamo facilmente ipotizzare che la cedola sarà a metà strada fra il rendimento reale del BTP Italia dell’ottava e quello della nona serie (vd tabella sopra) che scadono rispettivamente un semestre prima e uno dopo della emissione in corso. Al momento in cui scriviamo i rendimenti reali a scadenza di questi due titoli sono pari a 0.147% e 0.27% quindi molto probabilmente la cedola sarà intorno allo 0,21%, la più bassa di sempre. Il target di raccolta difficilmente supererà i 5 miliardi, con il rischio che finisca in fondo alla classifica della serie in termini di interesse del pubblico, escludendo la seconda emissione lanciata in piena crisi del debito italiano nel 2012.

Lo Stato probabilmente non farà concessioni particolari per rendere “appetibile” la nuova emissione per coprire l’enorme ammontare in scadenza (residuo 18 miliardi, 4 miliardi circa scambiati a maggio con titoli più lunghi), soprattutto in considerazione del fatto che la BCE continuerà a sostenere con il piano QE per buona parte del prossimo anno. Il Tesoro, che dal 2011 aumenta ogni anno il totale nominale emesso di circa 40 miliardi l’anno, potrà contare su un continuo sostegno da parte della BCE che, nonostante non possa acquistare i BTP Italia, fino a oggi tra BTP e CCT ha comprato oltre 300 miliardi di titoli di stato italiani.

Riteniamo quindi che al momento questa nuova emissione sia poco interessante in quanto il rischio credito a sei anni è maggiore del rischio inflattivo. Differente il caso per l’investitore già in possesso di BTP a sei anni, che potrebbe diversificare una parte del suo investimento con un titolo legato all’inflazione, beneficiando di questa finestra temporale a commissioni di ingresso nulle e con premio fedeltà incorporato dello 0,4% in caso di mantenimento del titolo fino a scadenza (non ottenibile su altri titoli della serie).  Il basso rendimento dei BTP a sei anni (attorno all’1%), giustifica questo switch.

www.alfaconsulenza.it

 

Al via ITForum Milano, 23 novembre, Palazzo delle Stelline.

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Tag: AZIONI, BOND, BTP, FINANZA, INVESTMENT

Titoli: BTP ITALIA NV17 EUR

 
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