Euro batte dollaro

Carlo Alberto De Casa Capo analista ActivTrades

venerdì 26 maggio 2017

Sui mercati valutari si va delineando un trend abbastanza chiaro che tende a premiare l’euro a discapito del dollaro. Dal primo turno delle elezioni francesi la moneta unica ha recuperato circa il 5% del suo valore nei confronti della divisa americana, penalizzata dalle vicende legate al Russiagate, che potrebbero indicare un futuro in salita per l’esecutivo di Trump. Sul fronte europeo gli investitori vedono, oltre ad una maggiore stabilità politica, anche minori rischi sistemici. Mentre crescono le chance di una riduzione delle misure straordinarie di politica monetaria che sta portando avanti la BCE, anche se Mario Draghi le ha recentemente allontanate nel tempo.


In questo scenario il cambio fra euro e dollaro ha risalito la china, balzando da 1,07 a 1,09 direttamente nella notte del primo turno delle elezioni francesi, per poi continuare (seppur con qualche giorno di pausa) il recupero. Una ripresa che lo ha portato in queste ultime sedute a superare quota 1,12 per collocarsi sui massimi da oltre 6 mesi. Dal punto di vista tecnico il trend pare ancora impostato al rialzo con crescenti possibilità di vedere il “cambio dei cambi “tastare il bordo superiore del canale che include le quotazioni da due anni e mezzo fra 1,05 e 1,15.
 
Grafico euro/dollaro da piattaforma ActivTrader



 
L’euro recupera terreno anche nei confronti della sterlina, con il cambio EUR/GBP che si trova sui massimi da fine marzo oltre quota 0,86 a meno di due settimane dalle elezioni britanniche. Il voto del prossimo 8 giugno, secondo i sondaggisti, dovrebbe confermare Theresa May alla guida del paese, con i conservatori segnalati ancora in vantaggio, nonostante il recupero dei laburisti degli ultimi giorni. Uno scenario che non cambierebbe molto sul fronte Brexit, con le possibilità di un’uscita del Regno Unito dall’UE senza accordo ancora relativamente alte.

 
Movimenti interessanti anche sul fronte delle materie prime, con le attese degli investitori concentrate sul petrolio. Il cartello dell’OPEC, riunito in meeting a Vienna, ha esteso per altri nove mesi (ma non ampliato nei volumi) i tagli alla produzione. Il petrolio, al termine di una seduta volatile, ha accusato una netta flessione, con il WTI sceso sotto i 50 dollari, mentre il Brent, il greggio del Mare del Nord, viene negoziato a 52,5 dollari al barile. Lo scenario di fondo è quindi quello di una delusione degli operatori che si attendevano maggiori tagli e non soltanto un’estensione dell’attuale piano.
 

Grafico giornaliero del petrolio, fonte piattaforma ActivTrader



 
Dopo il recupero della passata ottava, l’oro resta stabile fra i 1.240 ed i 1.260 dollari l’oncia. Dal punto di vista tecnico il primo segnale rialzista arriverebbe soltanto con un chiaro superamento di quest’ultimo valore, con spazio per tentare di tornare verso i massimi di metà aprile. Viceversa una discesa dei prezzi sotto i 1.240$ denoterebbe debolezza, con ipotetici target a 1.225 e 1.215$. La parola, come sempre, spetta ai mercati.
 

Grafico giornaliero dell’oro da piattaforma ActivTrader




Carlo Alberto De Casa
Capo analista 
ActivTrades

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Tag: BORSA, DOLLARO, GRAFICI, INVESTMENT, ORO, PETROLIO

Titoli: CRUDE OIL, EUR/GBP, EUR/USD, ORO

 
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