Eurostoxx50 guarda in alto

Gerardo Murano Head of Financial Analysis ADB

giovedì 27 aprile 2017

Le elezioni francesi hanno confermato come il rischio geopolitico sia ponderato nei modelli di valutazione degli investitori. In condizioni di equilibrio, l’appuntamento elettorale di un paese membro dell’Eurozona non dovrebbe determinare prese di beneficio tanto consistenti come quelle registrate nelle settimane precedenti alle elezioni in Francia. La presenza di schieramenti antieuropeisti però mette in evidenza come la posta in gioco sia superiore rispetto alla scelta del governo del singolo Paese, determinando nel pricing delle aziende quotate l’inserimento di un premio al rischio denominabile in maniera ipotetica “sfaldamento dell’Area Euro”.


In tale contesto gli indicatori economici dell’Eurozona mostrano segnali discordanti, con un miglioramento registrato nel mercato del lavoro, col tasso di disoccupazione in calo costante nelle ultime 10 rilevazioni (9,5% in Febbraio, il livello più basso dal maggio del 2009), oltre che nei principali leading indicators, come il Business Climate Indicator che raggiunge 1.09, il livello più alto dal 2011.


Elementi di perplessità sono ancora riscontrabili invece nella Produzione Industriale, che mostra un andamento altalenante, e nei Prezzi al Consumo, influenzati da fattori esogeni ed estemporanei.


In tale contesto non cambia l’approccio operativo della BCE che conferma una politica monetaria espansiva, con le Yield Curve relative ai “titoli AAA” e a “tutti i Bond” che mostrano rendimenti negativi nel breve termine sia nella versione Spot che in quella Forward:


Yield Curve Area Euro


Fonte: BCE


Il pilastro della politica monetaria espansiva si conferma quindi un baluardo della crescita economica e, d’altra parte, sarebbe difficile attendersi qualcosa di diverso fino a quando non ci saranno condizioni di solidità endogena che assicurino un percorso di sviluppo.


Eur/Usd


Fonte: Fida

Il valore dell’Euro non mostra segnali di cedimento, con il cambio Eur/Usd che risulta sempre più caratterizzato da una tendenza neutrale e da una fase di oscillazione che vede nell’ultimo biennio in 1.10 il proprio baricentro. Operativamente risulta difficile impostare strategie di medio termine che vadano al di fuori del canale fin qui definito, che vede in 1.15 il proprio lato rialzista e in 1.05 quello ribassista.


Eurostoxx 50


Fonte: Fida

Per quanto riguarda l’analisi grafica dell’Eurostoxx 50 a partire dallo scorso 9 dicembre 2016 abbiamo assistito a: una figura di doppio minimo, cui ha fatto seguito la formazione di un pivot high, intersecato da una trendline ribassista, con divergenza rialzista sul MACD e consolidamento su media mobile ciclica.


Il break-out rialzista avvenuto appunto nella settimana del 9 dicembre 2016 ha confermato la bontà di tutti questi segnali (oltre ad un insieme di altri collegati alle candlestick) e si è tradotto in un allungo che punta dritto verso i massimi di periodo in area 3.800.
Operativamente l’avvio di nuove posizioni long su questi livelli, 3.560, dopo un 15% di rialzo dal break-out di dicembre diventa meno profittevole e in ogni caso occorrerà posizionare uno stop loss al cedimento del supporto a 3.400 punti.
Cambiamenti di scenario sarebbero da associare, viceversa, al cedimento dei 3.200 punti. Su Borsa Italiana sono disponibili diversi ETF per investire sull’Eurostoxx 50, tra cui:

Db X-Track Eurostoxx50 Sht Dai Ucits Etf - LU0292106753;
Lyxor Ucits Etf Eurostoxx 50 Daily Short - FR0010424135


Di Gerardo Murano – Head of Financial Analysis ADB - Corporate Advisory


 

Tag: ANALISI TECNICA, BULL OR BEAR, ECONOMIA, EUROSTOXX, GRAFICI, SEGNALI

 
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