FED, guardare alla luna e non al dito

Maurizio Mazziero Mazziero Research

lunedì 19 giugno 2017

Forse non tutti sanno che quando termina il Quantitative Easing (acquisto di titoli da parte di una banca centrale) non cessano del tutto gli acquisti.

Ciò è dovuto al fatto che cedole e dividendi incassati vengono reinvestiti, al tempo stesso i titoli scaduti vengono rimpiazzati. Così facendo viene mantenuto il livello di detenzione di titoli raggiunto dalla banca centrale.

Come sappiamo la FED sta progressivamente rialzando i tassi di interesse, quando ciò avviene i media danno ampio risalto: due giorni fa ad esempio la FED ha rialzato per la seconda volta quest'anno il tasso di interesse portandolo all'1,25%.

Ma tutti i miliardi di dollari di liquidità che sono stati immessi nel sistema che fine fanno? La FED continua ad acquistare per mantenere il livello di bilancio? Quando inizierà a ridurre questi reinvestimenti?

L'aspetto positivo, forse stato un po' trascurato da questa riunione del FOMC (il consiglio che riunisce le varie banche centrali statunitensi) è la decisione per la prima volta di avviare un programma di riduzione. Una notizia importante a cui gli organi di informazione hanno dato poco risalto; vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

Rimborsi da titoli di stato: riduzione iniziale dei reinvestimenti di 6 miliardi di dollari al mese, ogni tre mesi questo importo aumenterà di ulteriori 6 miliardi al mese raggiungendo dopo 12 mesi i 30 miliardi di dollari, cifra a cui si stabilizzerà.

Rimborsi da obbligazioni ipotecarie (MBS) e da titoli delle agenzie di debito: riduzione iniziale dei reinvestimenti di 4 miliardi di dollari al mese, ogni tre mesi questo importo aumenterà di ulteriori 4 miliardi al mese raggiungendo dopo 12 mesi i 20 miliardi di dollari, cifra a cui si stabilizzerà.

Il programma di riduzione inizierà entro la fine dell'anno e a regime, probabilmente nel 2019, comporterà un ritiro di liquidità per 50 miliardi al mese. Sono tanti, sono pochi? Per comprenderlo dobbiamo dare un'occhiata al bilancio FED.

 

Il grafico sopra (Fonte FRED - Federal Reserve di St. Louis) ci permette di osservare che dal primo al terzo QE il bilancio della FED è passato da 905 miliardi di dollari a 4.476 miliardi, con un incremento di 3.571 miliardi pari al 395%. Detto in altri termini il bilancio FED dal 2008 ad oggi si è quadruplicato mediante acquisti di titoli di Stato e obbligazioni cartolarizzate.

Considerando il programma di riduzione dei reinvestimenti, sopra riportato, e ipotizzando che questo inizi a ottobre 2017, il rientro nei valori del 2008 si avrebbe solo a marzo del 2024.

Apparentemente potrebbe sembrare un lasso di tempo ragionevole, inoltre non si può escludere che la FED a un certo punto incrementi ulteriormente la riduzione dei reinvestimenti.

Tuttavia sette anni in finanza sono dei tempi biblici e chi può escludere che nel frattempo non giungano altri periodi di crisi che costringano a rivedere il programma di rientro?

Lasciamo a ciascuno dei lettori la propria riflessione in merito, ricordando nel contempo che la BCE da marzo 2015 a maggio 2017 ha portato il proprio bilancio da 2.250 miliardi a 4.196 miliardi, quasi un raddoppio, e ancora non se ne vede la fine!

Sotto il grafico del Bilancio della BCE (Fonte FRED).

 

 

 

 

 

 

 

 


Tag: BANCA CENTRALE, DOLLARO, FEDERAL RESERVE, FINANZA, TRADING, TREND

Titoli: CAC 40

 
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