Focus sul Tasso Variabile

Yuchen Xia MoneyFarm

martedì 12 aprile 2016

L’inflazione, intesa come generale incremento del costo di beni e servizi in un dato periodo di tempo, è uno degli aspetti con i quali gli investitori sono costretti a fare i conti, poiché in grado di erodere il valore dei ritorni reali. Per qualsiasi strategia di investimento a lungo termine, l’inflazione è quindi una delle considerazioni più importanti da fare al momento della costruzione dei portafogli, al fine di selezionare gli strumenti migliori in grado di reagire al rischio inflazione.

Sul mercato sono disponibili diversi tipi di asset e strategie di investimento in grado di rispondere a tale esigenza, tra cui ad esempio alcune materie prime e, in modo più diretto, i bond governativi inflation-linked.

Molti paesi sviluppati, con inflazione strutturalmente bassa, emettono obbligazioni indicizzate all’inflazione come modo per indebitarsi a tassi vantaggiosi e per bilanciare il fatto che in deflazione le entrate fiscali tendono a diminuire.


Caratteristiche principali.

Un bond index linked (detto anche linker) è tipicamente emesso dal governo di una nazione, e si comporta come un titolo di stato nominale con cedola periodica e rimborso a scadenza. Tuttavia cedola e rimborso, sono legate all’inflazione, quindi possono crescere nel caso di uno scenario inflazionistico (proteggendo quindi il potere d’acquisto).
 
Inoltre la maggioranza dei linker, prevedono il rimborso del 100% del capitale (eccetto quelli del Regno Unito, del Canada e del Giappone) proteggendo l’investimento dai potenziali effetti di un prolungato periodo di deflazione.

linker sono spesso comparati con i titoli di tasso fisso emessi dallo stesso stato (le cui cedole non cambiano al variare dell’inflazione), con scadenza simile. Il rendimento dei titoli a tasso fisso rappresenta il ritorno nominale, che include sia la componente di ritorno reale sia la componente legata all’inflazione mentre il rendimento deilinker rappresenta solo la componente di ritorno reale.
 
Questo rimanda al concetto di break-even inflation rate, che consiste nella differenza tra il rendimento dell’obbligazione a tasso nominale e il ritorno reale dei linker.
Se l’inflazione, durante il periodo di vita dell’obbligazione, in media sarà superiore al tasso di break-even, la performance dell’inflation-linked sarà superiore a quella dei titoli di stato a tasso fisso. Per contro, con una media sotto il break-even, i rendimenti dei titoli di stato a tasso fisso saranno superiori di quelli dei linker.
 
Rischio dei prodotti inflation linked.

I rischi associati agli investimenti legati all’inflazione riguardano il rischio di credito e il rischio legato ai movimenti dei tassi d’interesse. Per rischio di credito si intende il pericolo che l’emittente non rispetti un determinato pagamento di interessi e/o rimborso del capitale (trattandosi di titoli di stato, questa componente di rischio è solitamente limitata).
Più significativo è l’aspetto legato alla vulnerabilità del prezzo dell’obbligazione ai cambiamenti dei tassi di interesse del mercato (tipicamente misurata tramite duration).
Maggiore è la duration del bond, maggiore sarà la reattività del prezzo del titolo a una variazione dei tassi d’interesse.
Solo per i bond indicizzati all’inflazione, oltre alla duration si utilizza anche il beta come misura di rischio, che misura la sensitività del rendimento del bond al cambio del relativo tasso d’interesse. Un valore comunemente accettato per questa misura è 0.5.
 
Gli inflation linked bond con gli ETF.

Rispetto agli inflation linked government bonds, gli ETF composti da linkers permettono di poter contare su una strategia comunque efficace nel proteggere dall’inflazione, ma con un risparmio di costi non trascurabile. Gli ETF legati ai linker, nonostante possano essere di piccole dimensioni (in termini di masse) se paragonati agli ETF più grandi, garantiscono comunque pieno accesso alle differenze scadenze e alle diverse aree geografiche.

È importante ricordare che le obbligazioni indicizzate all'inflazione sono in genere a lunga scadenza, il che comporta una duration più alta. Pertanto, una strategia di copertura dall’inflazione, oltre agli ETF linker,dovrebbe comprendere un mix di asset class e diversi orizzonti temporali.
Ultimo ma non meno importante, la maggior parte degli ETF inflation linked bond, hanno costi di gestione compresi tra lo 0,20% e lo 0,25%. Una serie di aspetti di vantaggio che gli investitori dovrebbero ponderare.

a cura di Yuchen Xia, Portfolio Manager in MoneyFarm



 

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Tag: BOND, ETF, OBBLIGAZIONI, PORTAFOGLIO, TASSI

 
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