Guadagnare con la liquidità

Mario Alessandro Allegra ALFA Consulenza Finanziaria

martedì 28 marzo 2017

Da diverso tempo la liquidità non genera alcun contributo alla performance di portafoglio, soprattutto perché gli interessi attivi del conto corrente o dei conti deposito sono pressoché nulli, al netto dei costi di bollo e della fiscalità.

Molti investitori percepiscono quindi la liquidità come una mancata possibilità di guadagno; del resto, le alternative su cui investire sono oggi molto care e a basso rendimento, basta pensare agli attuali livelli delle borse, ai rendimenti dei bond governativi e investment grade in euro.
Coloro che sono alla ricerca di rendimento tendono, in queste fasi di mercato, ad aumentare i loro rischi, comprando azioni a prezzi elevati, emittenti ad alto rischio credito o lunghe duration.

Una soluzione possibile per abbassare il rischio del portafoglio detenendo liquidità ma senza rinunciare ad un piccolo guadagno si trova in qualche certificato di investimento a capitale protetto. Questi prodotti hanno la garanzia del rimborso del capitale in qualunque scenario (ad eccezione del rischio credito dell’emittente) più un premio variabile al raggiungimento di determinati livelli del sottostante: si può quindi calcolare come nei bond un rendimento minimo garantito a scadenza.

Un esempio di un prodotto simile è il certificato a capitale protetto emesso da Banca IMI con ISIN IT0005094054 quotato su ETLX con sottostante l’indice S&P GSCI® CRUDE OIL EXCESS RETURN. Per semplicità di trattazione non consideriamo il “best case” del certificato ma solo il “worst case”, ovvero che venga rimborsato al livello minimo garantito di 85. Al momento il prodotto su ETLX si compra a 84 e il suo rendimento alla scadenza del 7 maggio 2018 è del 1,19% lordo, ovvero 1,06% annualizzato.

I vantaggi di questo tipo di investimento come alternativa alla liquidità sono molteplici, di seguito i principali:
  • Rendimento a breve scadenza molto competitivo in termini assoluti e relativi. Sul mercato la liquidità in conti deposito non vincolata è remunerata al di sotto del 1% lordo, considerando anche che il creditore in questo caso è Banca Intesa (S&P BBB-). Il certificato è equiparabile a un’obbligazione non subordinata e ha lo stesso ranking di un bond senior dell’emittente. Facendo un confronto con la curva dei rendimenti senior di Intesa (fonte Bloomberg) si vede chiaramente che per ottenere 1% bisogna investire su scadenze a 4 anni.
  • Liquidità discreta, possibilità di uscire dall’investimento in qualunque momento, quotazione su mercato ETLX, facilmente accessibile da tutti i broker con costi fissi a basso impatto commissionale.
  • Fiscalità assimilabile a reddito diverso, quindi compensabile con minusvalenze pregresse mentre i conti deposito generano solo redditi di capitale.

A livello di rischi possiamo considerare che il certificato è equiparato ad un bond senior e, a differenza dei conti deposito tradizionali con importi inferiori ai 100.000 euro, potrebbe essere coinvolto in una eventuale procedura di “bail in” nel caso di forte stress creditizio dell’emittente (evento molto poco probabile al momento).

Come accennato precedentemente abbiamo valutato il certificato in esame con l’ipotesi del rendimento minimo garantito, ovvero rimborso a 85. Tutti gli altri scenari migliori possibili alla scadenza del certificato (rimborso tra 85 e 103,70) non sono stati presi in considerazione perché incerti e con una probabilità di verificarsi inferiore al 1%.

Ricordiamo ancora una volta che ciascun investitore dovrà soppesare l’opportunità di esporsi a questo investimento a basso rischio in base alla propria tolleranza al rischio e al suo orizzonte temporale, e sempre all’interno di una adeguata diversificazione di portafoglio.

www.alfaconsulenza.it








 

Tag: AZIONI, BANCHE, BORSA, CERTIFICATI, FINANZA, INVESTMENT

 
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