Guadagnare sui tassi USA

Mario Alessandro Allegra ALFA Consulenza Finanziaria

martedì 9 maggio 2017

Negli ultimi anni le Banche centrali sono state molto attive sui mercati, con una capacità quasi illimitata; con le loro politiche di “Quantitative Easing” hanno condizionato i flussi di denaro degli investitori, creando delle condizioni anomale non più dettate dalle regole del libero mercato.


Basti pensare alle grandi operazioni di acquisto titoli adottate dalla crisi del 2008 dalla FED e in seguito dalla BCE, che hanno espanso i loro bilanci a ritmi di crescita vertiginosi, fino a oltre 4 trilioni rispettivamente di dollari e euro, come si vede chiaramente dai grafici di seguito riportati:








Il ciclo di espansione del bilancio della FED è ormai maturo, dalla fine del 2014 gli asset sono rimasti pressoché costanti, ovvero sono stati solo acquistati titoli in sostituzione di altri che andavano a scadenza, una sorta di “roll over”. La BCE invece è ancora in fase espansiva almeno fino a fine anno, oltre tale data molto probabilmente la politica diventerà simile a quella della FED, ovvero un periodo di tempo transitorio in cui i titoli verranno solo sostituiti.


Le Banche Centrali controllano la parte breve della curva attraverso le politiche monetarie mentre i rendimenti della parte lunga sono determinati dal mercato, tuttavia la forte attività di acquisti degli ultimi anni ha limitato il libero scambio di titoli e condizionato i rendimenti anche a medio/lungo termine. Così come la fase espansiva dei bilanci delle banche centrali ha avuto un impatto notevole sui mercati è lecito pensare che anche il processo opposto avrà forti ripercussioni, perché verrà a mancare una quota di domanda importante di titoli di Stato.


Da un’analisi più dettagliata del portafoglio titoli della FED segnaliamo che circa 2,5 trilioni di dollari sono Treasuries e il residuo prevalentemente Mortgage Backed Securities (MBS) acquistate durante la crisi immobiliare del 2008. Probabilmente la FED interverrà prima sui Treasuries perché i titoli di mutui cartolarizzati (MBS) hanno scadenze molto elevate: il processo più graduale e meno distorsivo per il mercato è quello di portare a scadenza i Treasuries e non reinvestirli, oppure reinvestirli a breve scadenza.


È possibile quindi che i rendimenti della parte lunga della curva comincino a salire nei prossimi mesi in conseguenza di una riduzione del bilancio della FED. Questo riposizionamento potrebbe portare alla fine del trend secolare ribassista dei rendimenti del decennale americano, riportato nel grafico seguente:





Difficile prevedere quando l’inversione dei tassi avverrà ma già possiamo affermare che un minimo è stato raggiunto e ha tenuto (rendimento 1,5%), così come per ora sta tenendo il livello di 2,6%. In condizioni normali dei mercati la curva dei rendimenti ha una pendenza costante, i rialzi preannunciati sulla parte breve ad opera della FED nel corso del 2017 dovranno in qualche modo riflettersi sulla parte lunga della curva a parità di condizioni macroeconomiche e al momento non sono previste grandi recessioni nel breve periodo.


Un modo per beneficiare di questo futuro rialzo dei tassi della parte lunga della curva sia dal punto di vista speculativo che di copertura di eventuali posizioni lunghe su Treasuries è attraverso l’acquisto dell’ETF LYXOR UCITS ETF DAILY DOUBLE SHORT 10Y US TREASURY, codice ISIN FR0011607084.


Il prodotto punta a replicare l'indice di riferimento SGI Double Short 10Y US Treasury Index (TR) che a sua volta ha l'intento di replicare in maniera inversa e multiplo 2 un'esposizione alla performance giornaliera del mercato dei titoli di stato americani a 10 anni. I rischi che si corrono su questo prodotto sono molteplici e bisogna accuratamente valutarli prima dell’investimento.


In particolare lo strumento ha una duration negativa molto elevata, quindi fortemente soggetto alle oscillazioni dei tassi. La replica del sottostante è indiretta tramite SWAP. Il sottostante è espresso in dollari USA, quindi l’investitore è soggetto al rischio cambio EUR/USD. Nel lungo periodo a causa della leva (interessi passivi), della sua natura short e del costo di gestione il prodotto tende a sottoperformare il sottostante.


Segnaliamo inoltre che il prodotto è definito “complesso” secondo la comunicazione 97996 Consob, quindi potrebbe essere soggetto a restrizioni di acquisto da parte di qualche broker.


Ricordiamo infine che ciascun investitore deve valutare gli investimenti tendendo conto dei propri obiettivi e del proprio profilo di rischio applicando sempre il criterio di una ampia diversificazione.
 

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Tag: BULL OR BEAR, DOLLARO, ECONOMIA, FEDERAL RESERVE, FINANZA, INVESTMENT, TASSI, USA

 
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