Hi-Tech Usa senza freni

Claudia Cervi Ftaonline.com

venerdì 10 novembre 2017


Negli Stati Uniti è tempo di bilanci: dopo dodici mesi di presidenza, la popolarità dell’irriverente imprenditore repubblicano Donald Trump è ridotta ai minimi termini. Il mancato rispetto delle promesse elettorali ha fatto scivolare l’indice di gradimento al 37%, il livello più basso degli ultimi 70 anni. L’Obamacare resiste, il regime di Pyongyang prosegue gli esperimenti nucleari, il muro al confine con il Messico è incompiuto e il Russiagate mina la stabilità del governo. La disaffezione dell’elettorato americano è tuttavia inversamente proporzionale alla fiducia degli investitori che appoggiano quell’idea nazional liberista tanto sponsorizzata in campagna elettorale e che vedono nella deregulation e nella riforma fiscale un volano alla crescita.

 

Dal Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Fed, sono usciti commenti riguardanti il mercato del lavoro, che continua a rafforzarsi (tasso di disoccupazione al 4,2% a settembre e probabilmente anche a ottobre), e l’attività economica, che cresce con passo sicuro nonostante i danni causati dagli uragani che hanno colpito recentemente il Texas e la Florida. La crescita economica effettivamente resta robusta, come testimoniano anche i dati di recente uscita.
 

Un’idea dello stato di salute dell'economia emerge anche dai profitti di Alphabet, Amazon e Microsoft, le tre società che da sole hanno una capitalizzazione equivalente al Pil italiano di 1600 miliardi di euro circa.
 

Nel terzo trimestre del 2017 Amazon ha accumulato 256 milioni di dollari di utili a fronte dei 252 milioni dello stesso periodo del 2016 mentre i ricavi sono saliti del 34% a 43,7 miliardi di dollari (attesi 42,14 miliardi). Alphabet, la società che controlla Google, ha visto crescere nel trimestre il fatturato del 24% a 27,8 miliardi a fronte di attese di 27,2 miliardi. Anche Microsoft ha battuto le stime registrando un utile netto di 6,58 miliardi, in crescita del 16% e un fatturato di 24,5 miliardi di dollari, in crescita del 12%. Infine Apple ha registrato una crescita dei ricavi del 12% anno su anno.
 

Il quadro grafico di tutti i titoli citati resta caratterizzato da una impostazione rialzista facilmente riconoscibile. Alphabet, Amazon, Apple e Microsoft si muovono tutti al di sopra della media mobile a 100 sedute (la media mobile è un indicatore che sintetizza con la sua posizione rispetto ai prezzi la condizione della tendenza di medio periodo). Tutti e quattro i titoli hanno poi fatto registrare recentemente nuovi massimi storici. La variazione percentuale ad un anno, fino ad inizio novembre, vede Alphabet in crescita di circa il 34%, Amazon del 45%, Apple del 57% e Microsoft del 42% a fronte di un indice S&P500 che nello stesso periodo è cresciuto del 24% circa.
 

Per ognuno di essi vediamo ora i livelli di prezzo più significativi:
 

Alphabet

I primi supporti si posizionano a 985 $, poi in area 950 $ e 900$. Al rialzo target a 1080 $.


Amazon

Primi supporti a 985 $, poi in area 1020 $ e 990$. Al rialzo target a 1170 $.


Apple

I primi supporti si posizionano a 165 $, poi in area 155 $. Al rialzo obiettivi a 190 $.


Microsoft

Supporti di breve termina a 83 $, poi in area 75 $. Al rialzo target a 87 $, praticamente raggiunti a fine ottobre.

 

Al via ITForum Milano, 23 novembre, Palazzo delle Stelline.

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Tag: ANALISI TECNICA, BORSA, DOLLARO, ECONOMIA, SUPPORTI E RESISTENZE, USA

Titoli: ALPHABET INC, APPLE, MICROSOFT CORP, NASDAQ INC

 
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