Il riscatto del peso

Giorgio Benetti cmcmarkets.it

giovedì 6 aprile 2017

Siamo all’inizio del secondo trimestre dell’anno ed è già tempo di tirare le somme e verificare alcune delle tendenze che sono andate a consolidarsi in questi primi mesi del 2017, caratterizzati ineluttabilmente dalla coda del Trump rally. A questo proposito, si è evidenziato un trend che ha coinvolto alcune valute che nel 2015 e 2016 avevano perso significativamente terreno nei confronti del dollaro, come ad esempio il renminbi, il peso messicano e la lira turca.

Si tratta di una correzione temporanea o di un’inversione definitiva di un trend? Sempre difficile rispondere a questo genere di domande, quello che possiamo fare è individuare dei livelli significativi dal punto di vista tecnico.

Come abbiamo più volte scritto in precedenti articoli, l’andamento del renminbi è stato estremamente importante per i mercati finanziari internazionali negli ultimi mesi. La banca centrale cinese (PBOC) nel corso degli anni ha cercato di gestire attivamente il tasso di cambio, ma a fine 2014 si è ritrovata in una situazione difficile, con una valuta sopravvalutata nei confronti del dollaro e con il serio rischio che una svalutazione seppur controllata potesse generare una massiccia fuga di capitali che avrebbe potuto mettere in grossa difficoltà l’economia del dragone.

Tutti ricordiamo il panico di fine agosto 2015 e il pesante sell-off sui mercati azionari mondiali subito dopo l’intervento delle autorità cinesi di politica monetaria, che cercarono di riallineare la moneta ai fondamentali macroeconomici.


Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; aprile 2017

Il grafico mensile dimostra in modo molto chiaro l’andamento del tasso di cambio USD/CNH da inizio 2014, con il dollaro in costante ascesa fino a dicembre 2016, quando si è verificato il recupero del renminbi che ha portato il tasso di cambio in area 6.80, da cui poi è ripartito, anche se timidamente, verso quota 6.90. Ovviamente i due livelli da tenere monitorati sono quelli di 7.00 e 6.80, oltre i quali potrebbero aprirsi scenari diametralmente opposti. Un’eventuale violazione del supporto posto in area 6.80 aprirebbe scenari ribassisti con il successivo supporto posto in area 6.61. Fondamentale sarà vedere la reazione del mercato alle prossime mosse della Fed, soprattutto nel caso in cui decidesse di stringere ulteriormente sul fronte della politica monetaria con un conseguente rialzo del dollaro nei confronti del renminbi.

Ancora più marcato il recupero del peso messicano nei confronti del dollaro, dopo che a metà gennaio ha toccato un massimo di 22 in seguito all’elezione di Donald Trump. Come sappiamo il neoeletto presidente ha più volte minacciato nel corso della sua campagna elettorale una revisione sostanziale degli accordi commerciali con il Messico. L’impatto è stato immediato e come dimostra il grafico il movimento dopo l’elezione è stato esplosivo, portando il tasso di cambio prima in area 21 e poi in area 22 (massimo storico).


Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; aprile 2017

In questo caso il movimento di recupero è partito in ritardo rispetto al Renminbi, ma è stato molto più accentuato e continuativo, anche per il fatto che nei primi 100 giorni di presidenza Trump è stato impegnato su altri fronti, in particolare la riforma sanitaria su cui ha riportato la prima sconfitta.
Dal punto di vista tecnico è estremamente importante monitorare il minimo della candela verde di inizio novembre che rappresenta il più immediato livello di supporto.


Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; aprile 2017

Maggiori conferme arrivano anche dal grafico settimanale in cui la media mobile a 100 periodi si attesta sul livello di 18,11 che potrebbe rappresentare un supporto dinamico. Anche in questo caso dovremo vedere quali saranno le decisioni prese dalla nuova amministrazione USA, che comunque sembra voler procedere anche nel progetto di ampliamento del muro alla frontiera.

In conclusione prendiamo in considerazione il Rand sudafricano che nell’ultima settimana ha perso molto terreno nei confronti del dollaro a causa di un duello intestino tra il presidente Zuma e il ministro delle finanze Pravin Gordhan, terminato con la sostituzione di quest’ultimo a favore di Malusi Gigaba. I mercati hanno reagito in modo estremamente violento, causando una discesa violenta della valuta.


Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; aprile 2017

Ricordiamo sempre come le valute “esotiche” possano essere utilizzate con profitto dagli investitori anche nel contesto di strategie di carry trade, che permettono di sfruttare il differenziale di tasso d’interesse pagato su queste valute. Come al solito ad un maggiore rendimento corrisponde un maggiore rischio, come dimostrano le violente fluttuazioni a cui sono sottoposte queste coppie valutarie.


A cura di Giorgio Benetti, Analista di CMC Markets
www.cmcmarkets.it/market-analysis

 

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Tag: BORSA, CFD, DOLLARO, ECONOMIA, FINANZA, FOREX, GRAFICI, GRANO, INVESTMENT, SUPPORTI E RESISTENZE, TASSI, VALUTE

 
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