Il risveglio del pound

Carlo Alberto De Casa Chief Analyst ActivTrades

venerdì 1 dicembre 2017


Il cambio fra euro e dollaro ha danzato in settimana sul forex market, scendendo a testare quota 1,18, per poi tornare nuovamente sopra l’area 1,19. Dal punto di vista tecnico la prima resistenza resta collocata a 1,195, anche se il vero segnale di forza arriverebbe con il superamento dei massimi di settembre in area 1,205/1,21. Le banche centrali (con le loro decisioni) e la riforma fiscale statunitense restano al centro del dibattito, dopo che 
l’euro/dollaro ha guadagnato terreno nei primi nove mesi dell’anno per poi frenare la sua corsa in area 1,20.

 

Fra i protagonisti dell’ottava dobbiamo senz’altro menzionare la sterlina, che ha beneficiato delle voci relative al possibile raggiungimento di un accordo fra Europa e Regno Unito in merito alla Brexit. Le aspettative per il superamento dello stallo fra Londra e Bruxelles hanno messo le ali al pound che, dopo aver nuovamente sfiorato l’area 0,90 (sul cambio euro/sterlina), ha guadagnato terreno fino a toccare dei minimi sotto quota 0,88.

 

Dal punto di vista tecnico la situazione risulta molto interessante in quanto la coppia di valute si trova nuovamente a ridosso dell’importante supporto collocato a 0,875-0,877 che ha respinto l’apprezzamento del pound negli ultimi tre mesi. Una discesa (confermata in chiusura di seduta) al di sotto dell’area 0,875 rafforzerebbe le possibilità di ulteriori apprezzamenti da parte del pound.

 

La danza fra 0,88 e 0,90 del cambio euro sterlina, grafico giornaliero da piattaforma ActivTrader

 

 

La valuta britannica ha anche toccato i massimi degli ultimi due mesi nei confronti del dollaro, salendo oltre quota 1,35. Potremo avere un ulteriore segnale di forza con l’eventuale superamento dell’area 1,36-1,363 che fermò la risalita del cable sul finire di settembre.

 

Continua a muoversi in attesa di una chiara direzione l’oro, respinto al ribasso ancora una volta dalla resistenza collocata a 1.300 dollari. Soltanto il superamento di questo valore aprirebbe spazio per altri rally, viceversa il prezioso resta ingabbiato all’interno di uno stretto trading range fra 1.260 e 1.300 dollari l’oncia, con una volatilità relativamente ridotta.

 

L’indecisione delle quotazioni dell’oro in un grafico giornaliero da piattaforma ActivTrader
 

 

Chi ha avuto una direzione ben chiara, almeno negli ultimi 18 mesi, è invece il petrolio, che ha raddoppiato le sue quotazioni salendo da meno di 30 dollari fino a sfiorare i 60 dollari. In settimana l’OPEC ha tenuto il 173° meeting, da cui è emerso un accordo per prolungare di altri nove mesi la precedente intesa per il contenimento della produzione. Dopo la grande corsa degli ultimi mesi pare esserci maggiore cautela sul petrolio in queste ore, con i prezzi del WTI che navigano fra 57 e 58 dollari al barile, analizzando l’accordo raggiunto.

 

La risalita del petrolio negli ultimi due anni. Grafico settimanale da piattaforma ActivTrader

 

 

 

Carlo Alberto De Casa

Chief Analyst ActivTrades

I prodotti con leva presentano un elevato rischio per il capitale.  ActivTrades PLC è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority, numero di registrazione 434413. ActivTrades PLC, Via Borgonuovo 14/16 20121 Milano – Iscritta all’Albo delle imprese di investimento comunitarie con succursale al numero 97. I pensieri e le opinioni espresse sono da attribuire all’autore dell’articolo, non necessariamente riflettono l’opinione di ActivTrades Plc.  Il presente articolo è solo a scopo informativo e non deve essere considerato una consulenza finanziaria. La decisione di agire attraverso le idee e i suggerimenti indicati nel presente articolo è a esclusiva discrezione del lettore.

 









 


Tag: BORSA, BULL OR BEAR, DOLLARO, FOREX, GRAFICI, MATERIE PRIME, PETROLIO, SUPPORTI E RESISTENZE, TRADING, TREND, VALUTE

Titoli: CRUDE OIL, EUR/USD, INTESA SANPAOLO, ORO

 
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