Indonesia fuori dal coro

Davide Dalmasso

lunedì 15 febbraio 2016

Nessun mercato azionario naviga in acque tranquille. Un grado di internazionalizzazione sempre più elevato e tecnologie talmente efficienti da abbattere le distanze tra i continenti hanno incrementato fortemente le correlazioni tra i mercati azionari sviluppati ed emergenti. Un contesto che rende la vita difficile agli strategist e ai gestori. Ma vi è tuttavia una voce fuori dal coro: l’Indonesia.

Sulla base dei principali indicatori tecnici infatti, il mercato azionario indonesiano sembra uno dei pochi ad aver mantenuto una tendenza neutrale di medio termine e, grazie ai rialzi messi a segno in questa prima parte del 2016, il trend di breve è addirittura positivo. Se si confronta l’andamento delle quotazioni dell’indice MSCI Indonesia con i prezzi dell’MSCI World o dell’MSCI Emerging Market si può notare come sia cresciuta la forza relativa del paese del sud-est asiatico. Un segnale inverso a quello che era stato fornito quando sono iniziate le turbolenze.

Ad aprile 2015 infatti il mercato azionario indonesiano era stato uno dei primi a cedere sotto il peso delle vendite. La rottura della trend line secolare, avvenuta in prossimità dei massimi storici a 6.500 punti, aveva enfatizzato le problematiche a cui il mercato stava andando incontro con una velocità di caduta superiore a quella dei mercati sviluppati e degli altri mercati emergenti. Il calo del prezzo del greggio, di cui l’Indonesia è esportatore, ha sicuramente influito su questa debolezza.
 
MSCI Indonesia

Fonte dati: FIDA
 
Ma dopo aver raggiunto, in ottobre, i minimi del 2013 in area 4.500 – 4.700 punti, l’indice ha trovato la forza di rimbalzare e a differenza di quanto accaduto sugli altri listini, il mercato continua tuttora a guadagnare terreno. Le ragioni di questa forza relativa vanno ricercate nell’economia, che ha saputo reagire al basso costo delle commodity grazie ai consumi interni, in una politica economica accomodante e nell’aumento degli investimenti.
Il Pil indonesiano è cresciuto oltre le aspettative degli analisti nel quarto trimestre del 2015 e la World Bank prevede una crescita del 5.5% sia per l’anno in corso che per il 2017. Se confrontati con i dati di altre economie in via di sviluppo, che nei prossimi anni sono destinate a conoscere un ridimensionamento degli stellari tassi di crescita registrati fino a poco tempo fa, questo è un risultato molto significativo.

Oltre a perseguire una politica monetaria espansiva, in gennaio infatti sono stati abbassati di un ulteriore quarto di punto i tassi di riferimento, il governo indonesiano sta incrementando la sua spesa per infrastrutture. A ciò si aggiunge, con lo scopo di attrarre capitali stranieri, un forte intento di liberalizzare molti settori dell’economia su cui vigevano limiti e restrizioni nei confronti degli investitori stranieri.

Il buon stato di salute dell’economia può essere riscontrato anche nell’andamento della valuta locale che, dopo le decisioni di dicembre della Fed, è stata una delle valute che si è deprezzata di meno nel quadro delle divise dei paesi emergenti. Il cross nei confronti dell’euro mostra una sostanziale neutralità di medio termine con il livello 14.500 che ostacola un rafforzamento della Rupia e i 15.500 che potrebbero aprire le porte ad una nuova fase di debolezza per la valuta indonesiana.
 
Euro/Rupia Indonesiana

Fonte dati: FIDA
 
Per gli investitori che, compatibilmente al loro profilo di rischio e prestando attenzione ad una corretta pesatura dell’asset class, desiderino assumere un’esposizione attiva sul mercato azionario indonesiano, sono presenti su Borsa Italiana due ETF dedicati: db x-trackers MSCI Indonesia (LU0476289623) e Lyxor MSCI Indonesia (FR0011067511).

Davide Dalmasso Head of R&D di ADB – Analisi Dati Borsa






 


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Titoli: DB X-TRACKERS MSCI INDONESIA UCITS ETF, ENEL, LYXOR UCITS ETF MSCI INDONESIA, MSCI INC

 
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