L’anno che verrà

Carlo Aloisio Senior Broker Unicredit

venerdì 22 dicembre 2017

Il 2017 è ormai storia per la finanza. Di sicuro ci stiamo lasciando alle spalle un anno ricco di eventi. A ben vedere, il ruolo della politica è stato minore rispetto ad altri anni. Soprattutto ci si è concentrati sulle conseguenze delle scelte di Trump e della Fed, per la quale è proseguita la linea del rialzo dei tassi, con un dollaro tonico ma meno forte contro euro rispetto a gennaio, quando si era registrato il livello di 1,034 conto l’1,18 circa attuale. Dall’altro lato Wall Street ha segnato passo dopo passo dei nuovi massimi storici. Nell’eurozona, l’unico momento di volatilità politica si è registrata in aprile, quando il rischio di una vittoria “antieuropeista” nelle elezioni presidenziali francesi aveva portato ad un allargamento degli spread, con il decennale francese all’1,20% circa di rendimento, poi rientrato con l’elezione di Macron. Vi è poi stata, ma circoscritta alla sola Spagna e per poche sedute, la ribellione Catalana dello scorso autunno.

 

Per i titoli governativi dell’eurozona è stato un anno piuttosto tranquillo, caratterizzato da tassi bassi che hanno permesso di rimodulare i debiti e le scadenze soprattutto nei paesi periferici che sono risultati i migliori a livello di performance con Portogallo e Grecia in prima linea.

 

Lisbona ha compiuto passi da gigante e le riforme hanno premiato il paese ritornato a un giudizio “investment grade” da parte delle agenzie di rating. Questo passaggio è stato molto importante e ha riportato buoni volumi di acquisto sui PGB. A livello di rendimento valga l’esempio del titolo decennale emesso dal Tesoro portoghese nel mese di gennaio a 99,14 con cedola del 4,125%. In pochi mesi il prezzo è salito fino ai 120 attuali che esprime un rendimento dell’1,75%, portando la curva portoghese allo stesso livello dei nostri titoli di stato.

 

Anche il progresso di Atene nel corso del 2017 ha quasi del miracoloso, troviamo oggi dopo il successo delle ultime operazioni di concambio di GGB, il rendimento del titolo decennale al 3,875% rispetto ad un iniziale 8,3% di gennaio. Anche in questo caso sono stati premiati gli sforzi di risanamento e la chiusura degli ultimi accordi con le autorità monetarie che hanno permesso al paese di riaffacciarsi sul mercato dei capitali nel mese di luglio con l’emissione del primo titolo dal 2014, il GGB 1/8/2022 al 4,375% di cedola.

 

Per il nostro mercato governativo è stato ancora un anno positivo, il Tesoro ha gestito un ammontare complessivo di 430 miliardi di titoli, allungando anche con operazioni di concambio la duration media dei nostri titoli. In particolare per la prima volta è stato emesso con successo un titolo a 50 anni, il Btp 2.8% 1/3/2067 nel migliore momento dell’anno ai fini del rendimento, sotto il 3% rispetto ai valori attuali del secondario che sono del 3,25% circa. Performance migliore per il nuovo trentennale 1/3/2048 con cedola 3,45% che quota oggi in area 108 con un rendimento del 3,06%. Sulla curva decennale che è quella di riferimento “mediatico” per lo spread contro Bund, i livelli finali sono soddisfacenti, passando da un iniziale valore di 160 a gennaio, al massimo di 210 in aprile, sotto speculazione per le elezioni francesi, ed al minimo di 134 d’inizio dicembre.

 

Il rendimento del Btp 10y che è oscillato tra un massimo del 2,358% di massimo e 1,641% di minimo, lascia il 2017 in area 1,79%.

 

A livello di paesi emergenti si è evidenziata l’Argentina che dopo la risoluzione delle controversie internazionali dello scorso anno, si è lasciata alle spalle definitivamente ogni strascico del default ed ha consolidato ottime performance sui mercati, culminate con l’emissione in dollari dello scorso giugno con la scadenza a 100 anni per un totale di 2.75 miliardi al 7,125% di cedola. Il titolo emesso a 90 è salito oltre quota 103, esprimendo oggi un rendimento del 6,9%; per il “par bond” emesso nel 2004 per rimborsare i possessori di vecchi titoli in default, con scadenza nel 2038 il prezzo è salito dai 56 punti di gennaio ai massimi di questi giorni a quota 73.

 


Per la parte corporate, l’abbondante liquidità presente sui mercati ha permesso ancora alle aziende di finanziarsi a tassi sempre più bassi offrendo anche molte offerte di concambi con nuovi titoli grazie alle strutture di alcune vecchie emissioni in cui erano presenti dei call che sono stati esercitati.  E’ stato il caso nelle ultime settimane della Wind Tre, della CMC di Ravenna e della Bormioli.

 

Per il settore finanziario la seconda parte dell’anno è migliorata ed è ritornata anche una maggiore fiducia degli investitori sui titoli subordinati, dopo le problematiche legate a Mps prima e soprattutto ai titoli subordinati di Popolare Vicenza e Veneto Banca che si sono azzerati nei loro valori. Con la richiesta di rendimenti per i portafogli, le emissioni di Popolare Emilia Romagna, Banca Ifis ed in ultimo la Cattolica Assicurazioni hanno centrato l’interesse degli investitori sia in fase di primario che successivamente sul trading di secondario. Non sono mancati anche i default, soprattutto su titoli tedeschi come la Alno, società leader delle cucine ed Air Berlin i cui titoli erano presenti in molti portafogli anche retail. Minor impatto a livello generale è stato il default di Alitalia, i cui titoli emessi per investitori professionali non erano capillarmente diffusi tra gli investitori.

 

Per il 2018 le aspettative in ambito politico potrebbero avere una certa influenza anche sui mercati e forse una maggiore volatilità è prevedibile a partire dalle elezioni nel nostro paese il cui esito è incerto. Altre variabili saranno le elezioni in Russia in marzo dove dovrebbe essere rieletto Putin. Quale sarà la linea che il nuovo governatore della Fed, Powell, vorrà tenere dal momento che entrerà in carica e poi il proseguimento del programma QE che dovrebbe terminare in settembre e il “toto nomina” sul futuro governatore della Bce potrebbero essere dei temi che influenzeranno il trend dei mercati.  











 


Tag: BORSA, FEDERAL RESERVE, FINANZA, INVESTMENT, TASSI, TRADING

Titoli: AIR BERLIN PLC, BANCA IFIS, BCA MPS, BPER BANCA, CATTOLICA ASS, EURO BUND FUT

 
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