L’asset management farà boom

Daniel Settembre ITF News

lunedì 30 ottobre 2017


Secondo il nuovo report “Asset & Wealth Management Revolution: Embracing Exponential Change”, PwC prevede che gli Asset Under Management (AuM) globali quasi raddoppieranno entro il 2025, crescendo da 84,9 trilioni di dollari del 2016, a 111,2 trilioni nel 2020, fino ad arrivare a 145,4 trilioni entro il 2025. Se da un lato nella ricerca condotta da PwC si prevede una rapida crescita per l’industria a livello globale, dall’altro lo studio vuole essere uno stimolo per i gestori professionali ad agire con dinamicità per contraddistinguersi in un periodo caratterizzato da cambiamenti radicali.


 

“Gli Asset & Wealth Manager”, spiega Elisabetta Caldirola, responsabile PwC per l’Italia del settore Asset & Wealth Management, “potranno trarre vantaggi da questa considerevole crescita degli attivi in gestione se le aziende che operano nel settore sapranno essere innovative. Le teorie di Darwin insegnano che non saranno solo i più grandi a vincere ma anche quelli che sapranno adattarsi meglio ai cambiamenti. La forte competizione e la fine delle nicchie locali costringerà i perdenti all’uscita dal mercato. Il settore sarà molto diverso tra cinque o dieci anni: ci aspettiamo meno aziende con molti più asset in gestione, più efficienti, più digitali e con una significativa riduzione dei costi dei prodotti e dei prezzi dei servizi erogati”.



“In questo contesto, anche in Italia”, aggiunge poi Mauro Panebianco, responsabile PwC per l’Italia dei servizi di Consulenza al settore Asset & Wealth Management, “il tema della sostenibilità dei margini diventerà un fattore centrale nella definizione delle nuove strategie aziendali. L’inevitabile riduzione delle commissioni dei prodotti e dei servizi deve essere controbilanciata dallo sviluppo di servizi a valore aggiunto - anche con il contributo di tecnologie innovative - ed investimenti in asset class alternative, con la ricerca e la selezione di nuove competenze supportate da nuovi modelli di organizzazione del lavoro. Trovare, far crescere e trattenere le persone giuste sarà di vitale importanza per l’industria che si evolve”.


La crescente ricchezza dei HNWI e dei mass affluent, così come un notevole spostamento verso la previdenza contributiva e i piani di accumulo, stanno stimolando la grande crescita nell’industria Asset & Wealth Management. I fondi comuni destinati al segmento retail (inclusi gli etf) raddoppieranno gli asset entro il 2025, e anche i mandati istituzionali cresceranno di egual misura. Le asset class alternative – in particolare real assets, private equity e private debt – raddoppieranno in valore, spinte dalla volontà degli investitori di diversificare al fine di ridurre la volatilità e raggiungere determinati risultati.



“In Italia”, evidenzia ancora Panebianco, “una forte spinta alla crescita è derivata dal successo dei Piani di Investimento e di Risparmio (PIR), un fenomeno finanziario locale che ha raggiunto un successo superiore alle aspettative e si inserisce in un contesto di mercati finanziari che vedrà sempre di più una forte polarizzazione tra prodotti fortemente specializzati a strategia attiva e prodotti a gestione passiva”. L’industria è inoltre pronta per gestire maggiori quote del mercato previdenziale e dei fondi pensione. Se gli attuali ritmi di crescita saranno sostenuti, il tasso di penetrazione (asset gestiti sul totale degli asset previdenziali) aumenterà dal 39,6% del 2016 al 42,1% del 2025.



In questo panorama la gestione passiva potrebbe scalfire il dominio della gestione attiva. Le strategie attive, passive ed alternative stanno diventando fondamentali per le soluzioni multi-asset e outcome-based. PwC prevede infatti che i fondi a gestione attiva saliranno da 60,6 trilioni di dollari del 2016 a 87,6 trilioni entro il 2025, ma la loro quota di mercato a livello globale diminuirà dal 71% del 2016 al 60% degli AuM totali entro il 2025. I gestori passivi invece guadagneranno quote di mercato, crescendo dal 17% nel 2016 al 25% degli AuM entro il 2025. Gli alternativi cresceranno dal 12% al 15%. Gli AuM passivi cresceranno più del doppio, da 14,2 trilioni di dollari a 36,6 trilioni; anche gli alternativi raddoppieranno le masse da 10,1 trilioni a 21,1 trilioni di dollari.


 

 “Tra gli operatori il dibattito tra gestione attiva e passiva rimane acceso e noi siamo ottimisti sulla crescita di entrambe le strategie”, sottolinea Caldirola. “Nonostante la ricerca evidenzi maggiori tassi di crescita per i prodotti a gestione passiva, spinti da superiori afflussi rispetto ai prodotti a gestione attiva, prevediamo comunque una crescita anche negli investimenti attivi che continueranno a mantenere il dominio delle quote di mercato. È importante ricordare che in un mercato in crescita i rendimenti dei prodotti a gestione passiva rimarranno molto attraenti a fronte di prezzi contenuti, ma le inevitabili correzioni dei mercati garantiranno l’apprezzamento del valore dei prodotti a gestione attiva”.



PwC prevede la crescita esponenziale degli asset manager in segmenti di mercato quali il trade finance, il peer-to-peer lending e gli investimenti in infrastrutture. Le società di gestione del risparmio forniranno inoltre capitale in ambiti quali il trade finance ed il peer-to-peer lending e assumeranno un ruolo via via crescente in attività legate alle emissioni obbligazionarie, tradizionalmente appannaggio delle banche, quali ad esempio la formazione di consorzi di investitori per grandi progetti infrastrutturali. PwC prevede infine un rafforzamento dei real asset – principalmente infrastrutture e in minor misura real estate.

 

Al via ITForum Milano, 23 novembre, Palazzo delle Stelline.

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Tag: ASSET, DOLLARO, INVESTMENT, RISPARMIO GESTITO

 
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