La corsa del Vietnam

Davide Dalmasso ALFA Consulenza Finanziaria

martedì 21 novembre 2017


Sui mercati finanziari l’utilizzo di strumenti a gestione passiva è oramai consolidato. Sebbene le case produttrici di ETF lamentino che la loro quota di asset under management rispetto al totale sia ancora marginale, l’impiego di questi prodotti all’interno dei portafogli continua a crescere. Questo sviluppo ha come corollario un’importanza sempre maggiore degli indici che vengono impiegati come benchmark dai prodotti passivi. È così che le decisioni della società più importante al mondo nella costruzione di indici azionari, MSCI Inc., possono diventare motivo di grande apprensione per l’economia di interi paesi, in particolare per quelli in via di sviluppo. L’inclusione di un mercato in un indice, infatti, costringe i prodotti passivi ad adeguare la loro composizione, determinando importanti flussi in ingresso di denaro estero.

 

I requisiti richiesti da MSCI vanno oltre la semplice crescita economica, includendo elementi come la liquidità del mercato, il grado di internazionalizzazione delle società e i diritti riconosciuti agli investitori esteri. Per i governi di molte economie emergenti si tratta di un forte incentivo nel percorrere più velocemente possibile la strada dell’ammodernamento e della liberalizzazione del mercato. Chi si trova a metà di questo percorso, non può aspirare al prestigioso indice MSCI Emerging Markets ma i suoi sforzi potrebbero essere ricompensati con l’inclusione nel Frontier Markets Index.
 

Uno stato che ambisce a passare dal secondo al primo dei due indici MSCI è il Vietnam, le cui condizioni economiche sono tornate a stabilizzarsi nel corso del 2017. L’elezione di Trump alla Casa Bianca e il suo stop al TPP (Trans Pacific Partnership), ha indebolito gli outlook degli analisti su molti paesi del sud-est asiatico che guardavano all’accordo come un’opportunità per incrementare le proprie esportazioni.
 

Nonostante questo il Vietnam è velocemente tornato al suo consueto ritmo di crescita e dopo il dato sottotono del primo trimestre 2017 ha messo a segno due trimestri molto positivi. Nel terzo periodo dell’anno l’economia è cresciuta del 7,46%, dato che non si registrava dal 2008. Le previsioni per il prossimi mesi descrivono una normalizzazione della crescita del PIL, ad un tasso maggiormente in linea con quello evidenziato negli ultimi anni, comunque ben al di sopra del 6%.
 

Questi dati, uniti ad uno scenario internazionale favorevole ai mercati azionari, hanno innescato un forte trend rialzista sulle quotazioni della borsa vietnamita, che ha recentemente beneficiato anche della notizia di un accordo tra il governo di Hanoi e quello cinese per porre fine alle dispute di sovranità sul Mar Cinese Meridionale.
 

Tra gli altri aspetti che occorre tenere in considerazione nell’analisi economica del paese vi è lo stretto controllo delle autorità nei confronti del percorso di svalutazione della moneta rispetto al Dollaro. Per questo motivo negli ultimi anni, il cross tra Euro/Dong è sostanzialmente identico al cambio Euro/Dollaro.
 

Euro / Dong Vietnamita

 

Ne consegue che per un investitore in Euro che avesse allocato parte del proprio portafoglio sul mercato azionario vietnamita, la svalutazione che quest’anno ha caratterizzato il Dollaro è stato un elemento che ha giocato decisamente a suo sfavore perché ha determinato anche il deprezzamento del Dong.
 

Nonostante questo, il rally del mercato azionario ha compensato ampiamente le perdite subite sul fronte valutario. Possiamo avere un’idea della somma dei due elementi guardando al grafico dell’ETF di Deutsche Bank quotato su Borsa Italiana che si chiama DB x-Trackers Ftse Vietnam (codice isin LU0322252924).
 

DB x-Trackers Ftse Vietnam


 

Il trend degli ultimi mesi è stato così incisivo da permettere alle quotazioni di superare con forza i massimi del 2016 e del 2017. Per l’ETF ora l’ostacolo più significativo è posto in area 25 euro dove le prese di beneficio potrebbero causare un momentaneo arresto dell’euforia rialzista. Se anche questa resistenza venisse superata i prezzi fornirebbero un segnale di forza estremamente positivo.
 

Come sempre ricordiamo che prima di procedere con l’acquisto di uno strumento finanziario è necessario verificare l’adeguatezza dello stesso al profilo di rischio dell’investitore ed occorre pesare opportunamente la sua presenza all’interno del portafoglio in funzione degli obiettivi che si sono prefissati.

 

Al via ITForum Milano, 23 novembre, Palazzo delle Stelline.

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Tag: BORSA, DOLLARO, ECONOMIA, INDICI, INVESTMENT, TRADING, VALUTE

Titoli: DB X-TRACKERS FTSE VIETNAM UCITS ETF, DEUTSCHE BANK, EUR/USD, MSCI INC

 
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