Lingotti sulla giostra

Carlo Vallotto metalli-preziosi.it

lunedì 17 luglio 2017

Il prezzo dell'oro ha registrato un sensibile calo nel secondo trimestre dell'anno, sicuramente perché le tensioni geopolitiche sono diminuite, ma anche (e soprattutto) a seguito della decisione di un aumento dei tassi da parte della Fed degli Stati Uniti nel mese di giugno che ha diminuito l'appeal del metallo giallo, essendo altamente sensibile ai tassi in salita.


Nonostante tale discesa dell'oro, da luglio 2016 a oggi, il rendimento del prezioso rimane vicino all'8%.


Guardando più da vicino, si può dire che i dubbi circa le effettive capacità di gestire le promesse fatte da Donald Trump, alcuni fattori di incertezza politica in Europa e in altri punti caldi del pianeta, sono stati fattori di sostegno all’oro.


Secondo alcuni osservatori il prezzo dell'oro potrà ancora risalire nel 2017 o comunque agire da classico “bene rifugio”, sostenuto da ulteriori tensioni geopolitiche e dalla instabilità correlata alle accuse contro la presidenza Trump.


Nel secondo trimestre dell'anno, il prezzo dell'oro ha perso lo 0,4 per cento. Tuttavia per coloro che cercano nell'investimento in oro un rendimento e non la protezione del capitale, i dati dicono che rimane ancora ampiamente in territorio positivo con un più 8% su dodici mesi.


L'oro ha registrato il punto più basso il 10 maggio a 1.218 dollari per oncia dopo la riunione della Fed. Gli investitori, in quell'occasione, hanno preferito asset più rischiosi, abbandonando il metallo prezioso.


Il metallo è rimbalzato a giugno, raggiungendo un picco trimestrale a $1.293,6 il 6 giugno. Dal punto di vista fondamentale, secondo Thomson Reuters GFMS, la domanda fisica dell'oro potrebbe aumentare nel 2017 a causa dell'incertezza politica. In particolare in India, secondo consumatore al mondo, la richiesta è in aumento da gennaio. Il governo indiano ha infatti deciso di “demonetizzare” l'economia lo scorso novembre, e nella prima metà del 2017 le importazioni di oro del paese sono state pari a $22.2 miliardi di dollari (rispetto ai $23 miliardi del 2016).


Nel caso della Cina, il più grande consumatore al mondo, i dati più recenti mostrano che il consumo locale è aumentato del 15% nel primo trimestre, con le vendite di lingotti da l'investimento cresciute del 60% (Fonte: China Gold Association).


Un ultimo suggerimento agli investitori: occorre tenere sempre a mente che nel tempo non è il prezzo dell'oro a salire, ma il valore delle valute di carta a scendere. Ecco la vera ragione dell'investimento in oro: proteggere il proprio potere di acquisto, a prescindere dal fatto che i prezzi salgano e scendano, come quando si va sulla giostra.


Carlo Vallotto
carlo.vallotto@email.it











 

Tag: COMMODITY, INVESTMENT, METALLI, ORO, TASSI, TRADING

Titoli: CAC 40, ORO

 
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla newsletter
di ITForum »