Messico e nuvoloni

Davide Dalmasso ALFA Consulenza Finanziaria

martedì 29 agosto 2017


Donald Trump
si è insediato alla Casa Bianca in qualità di quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2017. Tuttavia, a sette mesi di distanza, sul confine messicano non ci sono ancora le ruspe (ammesso che mai ci saranno!) pronte a costruire il muro promesso in campagna elettorale e l’accordo Nafta (North American Free Trade Agreement) non è ancora stato cancellato. In una recente convention a Phoenix il presidente Trump è tornato a rispolverare con decisione questi cavalli di battaglia minacciando addirittura lo “shutdown” del governo se il Congresso non dovesse approvare la spesa di 1,6 miliardi di dollari per iniziare il muro.

 

Bloccare tutte le attività pubbliche e governative a causa di un mancato accordo non sembra però essere negli interessi di Trump che dopo le dichiarazioni ufficiali da parte del Messico, in nessun modo disposto ad accollarsi il costo dell’opera, è tornato ad usare toni da campagna elettorale. La reazione da parte dei mercati però può essere giudicata assente o timida e in nessun modo paragonabile a quella vissuta dopo il risultato elettorale.


In particolar modo il peso messicano, barometro largamente utilizzato lo scorso autunno per misurare i successi di Trump, è rimasto pressoché invariato, soprattutto nei confronti del dollaro. Il cross EUR/MXN sembra invece essere cresciuto più per la forza dell’euro che per la debolezza della divisa messicana che, al pari delle altre divise emergenti, ha una tendenza strutturale a svalutarsi nel tempo.

Euro / Peso Messicano

Fonte dati: FIDA

L’area posta a 21,3 sta opponendo una forte resistenza nei confronti dell’euro ma occorrerà tener attentamente monitorata questa variabile se si intende intraprendere un investimento denominato in valuta messicana. Il cross ci ha abituati in passato a momenti in cui la volatilità esplode ma allo stato attuale dei fatti quota 23 sembra ancora lontana per il cambio.


Una maggiore stabilità della valuta unitamente alla crescita del mercato azionario (l’indice MSCI Mexico ha superato i precedenti massimi storici ed è arrivato a sfiorare quota 48.500 punti), rendono l’equity messicano una delle asset class più profittevoli da inizio anno.


Gli strumenti quotati su Borsa Italiana che permettono con rapidità, facilità ed efficienza di esporsi al mercato azionario messicano sono il db x-trackers MSCI Mexico (LU0476289466) e l’iShares Msci Mexico Capped (IE00B5WHFQ4).


Il primo di questi due strumenti mostra con evidenza il trend costruttivo che è venuto a formarsi in questi mesi e che potrebbe portare le quotazioni a testare nuovamente l’area resistenziale posta tra 5,10 e 5,20 euro. Solo se i prezzi dovessero scendere sotto 4,40 euro vi sarebbero indicazioni di allarme che modificherebbero il giudizio appena espresso.

db x-trackers MSCI Mexico

Fonte dati: FIDA

Ricordiamo che prima di procedere con l’acquisto di uno strumento finanziario è sempre necessario verificare l’adeguatezza dello stesso al profilo di rischio dell’investitore e pesarlo opportunamente all’interno del portafoglio in funzione degli obiettivi che si sono prefissati.









 


Tag: BORSA, DOLLARO, INVESTMENT, VALUTE

Titoli: CAC 40, DB X-TRACKERS MSCI MEXICO UCITS ETF (DR), MSCI INC

 
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