Molti Pir nel futuro di Invest Banca

Daniel Settembre ITF News

martedì 13 giugno 2017

I Pir continuano a suscitare interesse da più parti e anche Invest Banca lancia “IB PIR”, un deposito titoli che consente al cliente di personalizzare la composizione del proprio portafoglio scegliendo titoli obbligazionari o azionari quotati sui vari segmenti di mercato di Borsa Italiana indicati su www.investbanca.it (alla sezione Piani Investimento e Risparmio). I Pir (Piani di investimento individuale) sono rivolti esclusivamente a persone fisiche ed intendono incentivare l’investimento a lungo termine grazie al beneficio dell’esenzione fiscale nel caso in cui l’investitore mantenga i titoli in portafoglio per un periodo pari o superiore a 5 anni. Secondo la normativa, il portafoglio PIR deve investire per almeno il 70% in strumenti finanziari emessi da società non immobiliari con sede in Italia. Il 30% di questo va destinato ad aziende a piccola e media capitalizzazione non appartenenti all’indice FTSE Mib.

“Seguiamo da vicino l’evoluzione normativa e degli strumenti di risparmio per proporre alla nostra clientela servizi costantemente al passo con i tempi”, spiega Stefano Sardelli, Direttore Generale di Invest Banca. “Con l’introduzione dei Piani Individuali di Risparmio abbiamo voluto mettere a disposizione degli investitori uno strumento flessibile, adatto sia a chi ama agire in prima persona sia a chi preferisce farsi assistere da un professionista per la movimentazione del proprio portafoglio. Riteniamo che i PIR rappresentino per gli investitori italiani un modo per avvicinarsi agli investimenti guardando ad un orizzonte temporale più a lungo termine rispetto a quanto siano normalmente abituati a fare e senza dubbio stanno riscuotendo grande interesse, da parte dell’investitore finale.”

“IB PIR” è un servizio innovativo per il mercato italiano rivolto agli investitori finali, sia che vogliano autonomamente scegliere i titoli da inserire nel proprio portafoglio, sia che si avvalgano dei servizi del proprio consulente. Secondo la normativa che ha introdotto i PIR in Italia, la banca è responsabile degli aspetti fiscali connessi col piano individuale di risparmio del cliente. Il pricing del conto deposito “IB PIR” è di 24 euro al trimestre per i primi 2 anni per poi passare ad un costo variabile sul controvalore del Piano. A questo importo si aggiunge il costo fisso per singola operazione di negoziazione pari a 7,5 euro per gli strumenti quotati su Borsa Italiana presenti nella lista disponibile sul sito della banca.

Il successo che stanno avendo i PIR, ha fatto rivedere al rialzo le previsioni sull’impatto che il flusso di denaro può avere sul mercato Mid & Small cap italiano. Il Ministero dell’Economia ha recentemente stimato per il 2017 una raccolta dei PIR di 10 miliardi di euro per arrivare a 50 miliardi in 5 anni. Più recentemente l’interessante studio di IR TOP Consulting stima un impatto su AIM Italia di 3,3 miliardi in 5 anni. Tutto ciò ha aperto anche una discussione se sia lecito ipotizzare una possibile bolla speculativa.
“Dal mio punto di vista”, commenta Sardelli, “ritengo che l’ampia diversificazione settoriale delle società Mid & Small unita alla capacità di generazione degli utili siano elementi da tenere assolutamente presenti da parte degli investitori. Certo va considerata l’eventuale odierna limitatezza di un listino che potrebbe essere investito da uno “tzunami” di liquidità. Però al riguardo c’è da auspicare che l’effetto immediato sia quello di spingere verso il mercato dei capitali, in un’ottica di finanziamento e crescita, molte delle aziende italiane del sistema PMI, che fino ad oggi hanno di fatto ignorato questo canale. Ricordiamo che nel “programma Elite” di Borsa Italiana ci sono oltre 550 aziende di eccellenza che potrebbero rapidamente candidarsi alla quotazione”.
Insomma il mercato dei Pir sembra essere solo agli inizi. E anche Invest Banca nei prossimi mesi continuerà a focalizzarsi su queste soluzioni d’investimento. “Dopo il conto amministrato, stiamo facendo dei test anche su una linea di gestione circoscritta agli OIC cosiddetti Pir Compliant”, sottolinea ancora Sardelli. “Quindi comparti di Sicav, quote di Fondi Comuni ed Etf che si dichiarano conformi alla regolamentazione sui Pir attraverso i quali costruire il portafoglio per l’investitore che non desidera fare in proprio. Siamo poi in attesa della Circolare dell’Agenzia dell’Entrate sui Pir per tarare ancora meglio la nostra offerta”.

Ma non ci sono solo Pir nei progetti futuri di Invest Banca. “Altri progetti riguardano la continua implementazione della nostra piattaforma IB Prisma che, all’ultimo IT Forum a Rimini un mese fa, ha suscitato grande interesse per le molteplici ed innovative funzionalità messe a disposizione dei trader. Continuiamo infine a registrare un crescente interesse sulle linee di gestioni digitali IB Navigator e sulle iniziative connesse, come la devoluzione diretta a favore della onlus Dynamo Camp. In questo caso notiamo una sempre maggiore attenzione verso gli investimenti socialmente responsabili sui quali confidiamo di elaborare a breve ulteriori proposte innovative per gli investitori”, conclude Sardelli.

 

Tag: BANCHE, FUTURES, INVESTMENT, PORTAFOGLIO

Titoli: CAC 40, CRESCITA, FTSE MIB, PMI

 
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