Nvidia batte Intel

Claudia Cervi Ftaonline.com

venerdì 14 luglio 2017

Un rally senza precedenti ha proiettato l’indice statunitense dei titoli tecnologici Nasdaq 100 a un passo dai 5.900 punti, moltiplicando per cinque il valore che il paniere aveva a inizio 2009. Una corsa continua incoraggiata dalle promesse dell’Internet of Things, ossia dalla prospettiva di un mondo sempre più interconnesso e digitalizzato. La brusca frenata vista a giugno ha tuttavia fatto temere l’avvio di ripiegamenti più profondi, moltiplicando le riflessioni sulle tendenze del comparto e sulle società più promettenti.


Ha così trovato sempre più spazio nei commenti la crescente domanda di Intelligenza Artificiale (l’acronimo anglosassone è AI) da parte delle nuove tecnologie. Si tratta della capacità delle macchine di imitare l’intelligenza umana per compiti che vanno dalla comprensione del linguaggio nelle app per i telefonini alla guida automatica di un trattore, dai videogiochi alla chirurgia robotica.


L’evoluzione dei microprocessori attuali rischia però di non tenere il passo e gli effetti iniziano già a vedersi. Da un lato ci sarebbe Intel, signora indiscussa delle CPU (central processing unit), i microprocessori sempre più intelligenti dei nostri pc, dall’altro ci sarebbe Nvidia, gigante delle schede grafiche per i videogiochi che potrebbe aver trovato una miniera d’oro nelle nuove applicazioni delle sue GPU (graphics processing unit) e che meglio riesce a integrare l’AI nelle GPU. Ecco perché l’andamento dei titoli più importanti del comparto dei chip dimostra infatti performance diverse.
INTEL


Sul grafico di Intel si osserva la pericolosa vicinanza al supporto statico a 33,40 dollari circa, minimi allineati di novembre e dicembre 2016. Se questo sostegno dovesse saltare aumenterebbero le probabilità di rivedere le quotazioni in area 30, quota pari al 61,8% di ritracciamento del rialzo partito nell’agosto del 2015. Possibile miglioramento invece solo oltre il massimo di giugno a 36,50 dollari per obiettivi a 37,50 e 38,40, massimi di gennaio e di ottobre 2016.





NVDIA

Prospettive decisamente migliori invece per Nvdia: il titolo si muove sopra la media mobile a 50 giorni, passante dai minimi di inizio mese a 138,60 dollari circa. La reazione avviata dopo l’avvicinamento a questo riferimento, avvalorata dalla presenza di una candela settimanale di tipo “hammer”, potrebbe condurre rapidamente le quotazioni sui record del 9 giugno a 168,50 dollari. Sarà necessaria la rottura di questo livello per rilanciare le prospettive di medio lungo termine verso obiettivi a 189 dollari circa. Sotto 138,60 rischio invece di cali verso area 120, per un test dall’alto della ex resistenza definita dai massimi di dicembre e febbraio.





AMD

Advanced Micro Devices segue un trend rialzista nel lungo termine e sembra intenzionata ad archiviare la fase correttiva vista nella prima parte dell’anno. Conferme in tal senso però solo in caso di stabilizzazione oltre i massimi di aprile e giugno a 14,70 dollari per obiettivi in prima battuta sui record di inizio anno a 15,55 dollari e successivamente verso target ben più ambiziosi a 19 dollari circa. Sotto i 12 dollari sarà importante invece monitorare il supporto offerto a 9,85 dai minimi di maggio, riferimento critico in ottica temporale più ampia.















 

Tag: ANALISI TECNICA, BORSA, DOLLARO, FOREX, GRAFICI, INDICI ESTERI, TRADING, VALUTE

Titoli: ADVANCED MICRO DEVICES, CAC 40, INTEL CORP, NASDAQ100, NVIDIA CORPORATION, UNIT CORPORATION

 
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