Orso pronto a colpire

Federico Izzi

lunedì 4 aprile 2016

L’euforia seguita al nuovo piano di stimoli annunciati da Mr. Draghi ha sostenuto per pochi giorni il rally dei mercati azionari europei che, dopo aver raggiunto i massimi dell’anno e fatto sperare in un rialzo a braccetto con i mercati azionari statunitensi, si sono scontrati con una diversa realtà. Con la chiusura di venerdì 1° aprile la maggior parte dei listini europei sono tornati a livelli inferiori a quella che ha preceduto la riunione della BCE, confermando come da oltre un anno gli operatori finanziari preferiscono scoprire le carte solamente a posteriori.

In particolare, sorprende la debolezza del nostro FtseMib che chiude il 1° trimestre 2016 con la peggiore performance mondiale annullando quanto fatto lo scorso anno.

Con aprile entriamo nel periodo statisticamente più favorevole dell’anno a ridosso della fine del semestre novembre-aprile, statisticamente il periodo che offre i migliori rendimenti. Evento verificatosi anche nel 2015 che ha visto reagire positivamente i mercati azionari europei dai minimi di metà gennaio segnando i massimi di periodo tra aprile e maggio con il nostro indice che ha continuato a battere il miglior passo rialzista terminato nel mese di luglio.

Situazione simile anche quest’anno nella dinamica di quanto accaduto dopo i minimi di metà febbraio con il nostro indice che ha segnato il miglior recupero nelle successive quattro settimane (+22,5%) per poi ripiegare nelle tre successive dimostrando di non avere, al momento, la stessa tempra del 2015.

GRAFICO CICLO INDICE FTSEMIB



Dopo meno di un mese i prezzi del nostro indice sono tornati nuovamente ai livelli di inizio marzo indicando un trend ribassista sull’attuale ciclo mensile che - insieme al ciclo superiore intermedio iniziato con il minimo dell’11 febbraio - si avviano alla conclusione entro le prossime due settimane. La tendenza ribassista ha iniziato a dimostrarsi dopo la metà di marzo accentuandosi nell’ultima decade del mese anticipando i ribassi degli altri mercati europei.

GRAFICO VOLUMETRICO FTSEMIB



Ribasso anticipato da quanto accaduto nelle ore successive all’annuncio BCE di marzo con i volumi dei Big Investors (linea blu) che hanno accusato una caduta verticale (mini box arancione) e poi di mancata partecipazione agli acquisti nei giorni successivi (anticipando il ritracciamento in corso).

In ottica di lungo periodo (grafico grande) i volumi dei Big Investors sono lontani dai massimi relativi dello scorso dicembre e pericolosamente a ridosso dei minimi di metà febbraio, al contrario del Parco Buoi rimasto fiducioso che la positività dei mercati azionari oltreoceano possa continuare e riflettersi anche nel vecchio Continente.

GRAFICO VOLUMETRICO EUROSTOXX



Situazione simile anche per i volumi dell’indice europeo che, dopo aver “debolmente” sostenuto il rialzo tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo, sono tornati nuovamente scarsi anche se con una intensità ribassista meno marcata del nostro mercato italico, ma con l’indicatore volumetrico dei Big Investors (linea blu) ancora lontano dai massimi relativi di metà gennaio e con il Parco Buoi (linea rossa) che dimostra di essere più impaurito di quanto accaduto nella seconda parte di marzo accusando un movimento ribassista più accentuato.

ANALISI OPERATIVA
Il recupero dei mercati azionari iniziato a metà febbraio, che in un mese ha fatto registrare uno dei rialzi più forti degli ultimi anni (permettendo di rivedere i livelli di metà gennaio con gli Stati Uniti tornati nuovamente positivi da inizio anno), inizialmente ha sorpreso per l’intensità, ma ora ci si chiede se quanto accaduto è sintomo di una ritrovata salute oppure si tratta di una fisiologica reazione dei Tori dovuta alle ricoperture per le prese di beneficio prima del definitivo affondo ribassista.
Tecnicamente i rimbalzi corposi che si sviluppano in un breve periodo e che spesso riflettono al contrario il precedente movimento ribassista definito a “V”, come recentemente accaduto nei mesi di ottobre 2014 e 2015, devono trovare le conferme tecniche nelle settimane successive altrimenti si rischia di rivedere i prezzi ai precedenti livelli di supporto con il pericolo di accentuare il trend ribassista a causa della mancata fiducia dei compratori. In queste fasi infatti, sono i volumi a chiarire se i rialzi sono dovuti a veri acquisti oppure a ricoperture speculative e, come abbiamo visto dai grafici volumetrici, quanto accaduto in queste ultime settimane sembra far prevalere la seconda ipotesi.
Mala tempora currunt, si potrebbe così riassumere quanto detto nelle recenti dichiarazioni del Presidente della FED, Janet Yellen. Tranne per l’economia a stelle e strisce corrono tempi brutti nel resto del mondo e un aumento dei tassi statunitensi che sino a poche settimane fa sembrava essere scontato per i mercati ora sembra nuovamente impaurire le economie mondiali legate alla valuta del dollaro.
Gli operatori preferiscono non sfidare le Banche Centrali nonostante le contradditorie dichiarazioni che urtano con le precedenti a distanza di poche settimane. Dinamiche che fanno crescere l’incertezza; caratteristica non favorevole a solidi rialzi.
Cresce l’attesa per l’uscita delle trimestrali statunitensi nelle prossime settimane, occasione per verificare se la baldanzosa risalita delle ultime settimane è stato solo un fuoco di paglia in un braciere dove gli orsi stanno preparando il prossimo pasto.

EUROSTOXX – Livelli operativi da monitorare (Future scadenza Giugno 2016)
Resistenze: 2960 (ex supporto) - 3050 – 3190 (ritorno della forza rialzista)
Supporti: 2840 – 2730 (solamente la rottura di quest’ultimo livello indicherebbe l’inizio del mercato orso annuale)


 

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Tag: ANALISI TECNICA, BORSA, GRAFICI, INDICI, SUPPORTI E RESISTENZE, TRADING, VOLUMI

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