Reverse Cap su Mediobanca

Redazione Websim

venerdì 1 settembre 2017

Sulle Borse il quadro rimane incerto. La lunga corsa che ha portato Wall Street e Francoforte sui massimi ha bisogno di consolidarsi mentre sullo sfondo Bce e Fed prendono tempo su un cambio di politica economica e avvertono l’amministrazione Trump di non seguire pratiche protezionistiche o troppo liberali sul fronte legislativo. 


Il tutto in uno scenario dove il dollaro continua a deprezzarsi rendendo la buona crescita economica europea un po’ più fragile nel lungo termine. Sul fronte inflazione nessun cenno di rialzo. Per quanto riguarda l’Italia, la situazione sembra normalizzarsi: la crescita c’è, anche superiore alle attese, ma inferiore al resto d’Europa. Potremmo vedere delle tensioni verso fine anno con l’avvicendarsi delle elezioni politiche, con un risultato che difficilmente sarà chiaro con tre schieramenti molto vicini e una legge elettorale senza premi di maggioranza. 


Piazza Affari è la migliore Borsa europea da inizio anno con un guadagno del 13,2%. Tra i titoli, Mediobanca ha registrato un guadagno dell’11,3%. Viste le incertezze che aleggiano sui mercati e il desiderio di maggiore chiarezza degli investitori, da qui a fine anno le possibilità di un forte rialzo del titolo siano ridotte per questo abbiamo deciso di analizzare un certificate Reverse Cap con Isin DE000HV4B3J5 [DEHV4B3J.MI] uno scenario di vita molto limitato: metà dicembre. 


Ricordiamo che a differenza dei Bonus Cap classici, il Reverse Cap offre un rendimento se il titolo non si apprezza oltre un certo livello. La scommessa dunque è che Mediobanca in Borsa non salga di un altro 15% nei prossimi 3 mesi e mezzo. 


Il certificate scadrà il prossimo 15 dicembre 2017 (ultimo giorno di negoziazione il 12 dicembre) e la barriera da non superare è fissata a 9,875 euro, a una distanza del 15% dalla quotazione attuale,  pari a  8,605 euro. Si tratta di una barriera continua (tipo americano), il che vuole dire che non deve mai essere superata nel corso della vita del prodotto.  


Il  certificate è scambiato oggi a una quotazione di 104,6 euro (denaro) e 105,25 (lettera). Lo scenario positivo lo abbiamo se da qui alla scadenza Mediobanca   sarà sempre rimasta sotto il livello di barriera, allora il certificate verrà ritirato a 109 euro, con un rendimento del 3.56% in due mesi e mezzo.   


Un secondo scenario lo avremo se  durante la vita del prodotto Mediobanca dovesse toccare la barriera: allora il certificate perderà il suo bonus e la sua protezione, muovendosi in maniera identica al titolo quotato. Per fare un esempio, se dopo avere toccato la barriera, alla scadenza, la quotazione di Mediobanca sarà ridiscesa al livello dello strike (7,9 euro), il certificate verrà ritirato a 100 euro. 


In questo scenario (toccata la barriera) il prezzo del rimborso sarà più alto se la quotazione di Borsa alla scadenza sarà più bassa: il rimborso salirà fino a un massimo di 109 euro con il titolo Mediobanca a  9,27 euro. Per cali maggiori, sotto i 7,9 euro, il certificate verrà comunque ritirato a 111,5 euro.   


Lo scenario esclusivamente negativo lo abbiamo nel caso in cui la quotazione di Mediobanca  sia sopra la barriera alla scadenza finale. Allora il certificate verrà ritirato a 100 euro meno la distanza percentuale tra lo strike (7,9 euro) e il prezzo finale del titolo. Facciamo un altro esempio: con un prezzo finale appena superiore alla barriera, il prezzo del ritiro sarà di 75 euro.  


Non crediamo che questo scenario abbia molte chance. La Borsa ha corso parecchio e aspettarsi rialzi limitati o una stabilità da qui a fine anno è uno scenario probabile. 
Per vedere Mediobanca a 9,875 euro dobbiamo tornare indietro al 31 luglio del 2015. 








 


Tag: BORSA, CERTIFICATI, ECONOMIA, FINANZA

Titoli: CAC 40, MEDIOBANCA, UCHMBCCPBONSH7,9CB9,875E151217

 
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