SeDex, lavori in corso per SocGen

Sara Mortarini ITF News

martedì 6 dicembre 2016

Grandi lavori di manutenzione in casa Société Générale. La società francese ha infatti avviato una profonda revisione della propria gamma di certificati e, in queste settimane, sta quotando sul mercato SeDeX di Borsa Italiana 12 nuovi strumenti, del tutto simili a quelli già disponibili, ma con un prezzo più elevato e una scadenza più distante nel tempo.

Nel dettaglio, i prodotti interessati da questa sorta di “clonazione” sono 4 certificati sull’indice FTSE MIB (a leva +5x, -5x, +3x e -3x), due sull’indice EURO STOXX 50 (a leva +5 e -5x), due sull’Oro Future (a leva +5x e -5x) e quattro che hanno come sottostanti l’indice FTSE MIB (a leva +7x e -7x) e il BRENT Future (a leva +5x e -5x). I nuovi prodotti quotati convivranno con quelli già esistenti sul listino di Piazza Affari. Ma qual è la ratio dietro questa scelta e perché un investgitore dovrebbe scegliere la nuova versione di un certificato piuttosto che la vecchia (o viceversa)? Lo abbiamo chiesto a Marcello Chelli, Co-Head Public Distribution di Société Générale in Italia. Co-Head Public Distribution di Société Générale in Italia

Dott. Chelli, perché questa revisione della gamma dei certificati a leva fissa?

L’andamento particolarmente avverso del sottostante, insieme a una leva elevata e al cosiddetto “compounding effect”, possono comportare una forte riduzione del prezzo di un certificato a leva fissa che, col passare del tempo, potrebbe tendere verso un valore prossimo a 0 euro. Un prezzo prossimo allo zero rischia di rendere lo strumento non sufficientemente reattivo all’andamento del sottostante. La ragione è di natura squisitamente tecnica ed è riconducibile all’impossibilità, per la piattaforma di negoziazione, di impostare una variazione minima del prezzo delle proposte di negoziazione inferiore a 0,0001 euro.
Proprio per offrire agli investitori prodotti sempre efficienti, Société Générale ha dunque deciso di aggiornare la propria gamma attraverso la quotazione di nuovi strumenti, simili a quelli già esistenti, ma con prezzo più alto e scadenza più lontana. In questo modo gli investitori che si trovassero a detenere un certificato nella situazione descritta avranno a disposizione un’alternativa efficace che offre loro pari qualità di replica e stessa leva e sottostante. I nuovi e i vecchi certificati a leva fissa di Societe Generale convivranno su Borsa Italiana, fino a quando il vecchio prodotto non dovesse registrare un prezzo inadeguato, con un conseguente impatto sullo spread bid-ask. Un investitore potrà decidere quale dei due prodotti acquistare dopo averne valutato le caratteristiche come, per esempio, l’ampiezza dello spread bid-ask o la profondità del book di negoziazione, ma tenendo sempre presenti le possibili problematiche determinate da prezzi estremamente contenuti.


Può farci un bilancio del segmento dei certificati a leva fissa nel 2016?

Fino a questo momento (gli ultimi dati disponibili sono aggiornati a metà novembre) anche il 2016 è stato un anno estremamente positivo e Société Générale ha confermato la propria leadership sui certificati a leva fissa quotati su Borsa Italiana con 7,4 miliardi di euro negoziati (pari a una quota di mercato del 76%) e 1,2 milioni di contratti scambiati (81%). In questi mesi ha inoltre lanciato a Piazza Affari nuovi certificati a leva fissa +7x e -7x su diversi sottostanti, tra cui S&P500, Nasdaq-100, Oro, Petrolio WTI, Argento e Gas Naturale, e a leva fissa +2x e -2x sulle sette maggiori azioni italiane.


Prevedete nuove quotazioni a breve?

Nel 2017 proseguiremo, in maniera coerente, ad allargare la gamma e a fare manutenzione per quella esistente.






 

Tag: ARGENTO, BORSA, CERTIFICATI, INVESTMENT, LEVA, TRADING

Titoli: ARGENTO, CRUDE OIL, DJ EUROSTOXX50, FTSE MIB, NASDAQ100, ORO, SOCIETE GENERALE

 
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