Sindrome cinese

Gaetano Evangelista Ad Age italia

venerdì 24 novembre 2017

Oggi ha fatto notizia la vistosa debolezza delle piazze orientali: la borsa di Shanghai ha ceduto più del 2%, e alcuni indici locali hanno fatto anche peggio. Cercheremo di resistere alla tentazione di ricordare che in cinese la parola “crisi” è costituita da due ideogrammi che rappresentano rispettivamente minaccia e opportunità: anche perché a quanto pare trattasi di tesi infondata. Pertanto ci sarebbero centinaia di presentazioni di illustri analisti in Power Point da mandare al macero. Andiamo perciò avanti cercando di esaminare in termini analitici la faccenda.

Insomma, un calo di questa entità cosa può riservarci? L’inizio di un ribasso duraturo o uno sconticino incoraggiante?

 

 

L’andamento di ieri ci suggerisce tre elementi oggettivi:
1) una perdita superiore al 2%;
2) la perdita più consistente (almeno) degli ultimi dieci mesi;
3) quotazione comunque tuttora posizionate sopra la media mobile a 200 giorni.

Una rapida verifica permette di contestualizzare il fenomeno:

 

 

Negli ultimi cinque anni il pattern si è manifestato altre tre-quattro volte; in due occasioni a poca distanza dalla media mobile, come avvenuto oggi.

La sensazione è che il test dello spartiacque assuma rilevanza decisiva: se la debolezza persiste, la sollecitazione della media è seguita da abbattimento, e dunque da inaugurazione di downtrend; se il setup non è seguito da immediata debolezza, il tonfo si rivela un temporaneo incidente di percorso, con lo Shanghai Composite che continua a salire indisturbato.

Un’occhiata ad un periodo più remoto conferma la sensazione:

 

 

Ad inizio 2007 in effetti il calo fu digerito immediatamente, con il Composite che decollò di lì breve; nel 2010 invece il calo fu seguito dall’immediato test della media a 200 giorni, successivamente abbattuta.

Altri episodi precedenti confermano questo curioso schema comportamentale.

La morale dunque è: se la flessione di oggi dovesse conoscere seguito, prestare attenzione all’argine situato a 3275 punti; perché a quel punto elevato risulterebbero le chance di abbattimento. Se la debolezza dovesse rapidamente rientrare, la borsa cinese diventerebbe una ghiotta opportunità di medio-lungo periodo.


 


Tag: ANALISI TECNICA, TRADING

 
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