Su e giù con l’euro-dollaro

Carlo Alberto De Casa Capo Analista ActivTrades

venerdì 31 marzo 2017

La settimana dei mercati finanziari è iniziata al ribasso, assorbendo le news del precedente week end, con Donald Trump costretto a ritirare il pacchetto di riforme all’Obamacare. Una sconfitta politica per il Tycoon, che ha portato i mercati ad interrogarsi in merito alla reale forza di Trump e a quella che sarà la sua capacità di portare avanti le modifiche al sistema fiscale statunitense.

Sulla scia di questo, la banconota verde ha iniziato l’ottava in ribasso, con il Dollar Index scivolato sotto quota 100. Uno scenario che si è invertito nella seconda parte della settimana. I dati tedeschi relativi all’inflazione di marzo hanno infatti mostrato un netto rallentamento, così come quelli spagnoli, portando i mercati a ritenere come molto probabile la possibilità che Mario Draghi riesca ad estendere la sua politica monetaria espansiva, a fronte di uno scenario europeo della crescita dei prezzi ancora incerto e discontinuo.

L’euro ha dunque perso terreno sul forex market, con il rapporto nei confronti del dollaro che è addirittura sceso sotto quota 1,07, per uno scenario complessivo ancora contrastato. Dal punto di vista tecnico avremo un primo segnale positivo nel caso di un ritorno dei prezzi al di sopra dell’area 1,088, con resistenze intermedie collocate a 1,071 e 1,077. Viceversa, come facilmente immaginabile, sarebbe un segnale di ulteriore debolezza una discesa dei prezzi sotto l’importante supporto collocato in area 1,0495-1,05, zona che ha ripetutamente sostenuto le quotazioni negli ultimi mesi.

Grafico Euro/Dollaro piattaforma ActivTrader




LA BREXIT DOMINA LA SCENA

La settimana che va concludendosi è stata anche, e forse soprattutto, quella della Brexit, con Theresa May che mercoledì scorso ha invocato l’articolo 50 tramite l’ambasciatore britannico a Bruxelles. Non si sono registrati particolari scossoni sulla sterlina, anche perché la divisa britannica ha già perso oltre il 15% del suo valore nei mesi che hanno fatto seguito al referendum dello scorso 23 giugno. Anzi, il pound nelle ultime sedute ha sfruttato la debolezza dell’euro, con il rapporto EUR/GBP che si è portato sui minimi dell’ultimo mese sotto quota 0,86. In altre parole per acquistare una sterlina servono nuovamente oltre 1,16 euro.

Tecnicamente i primi supporti sull’EUR/GBP sono collocati a 0,855, 0,848 e 0,842, con quest’ultima area che appare quella maggiormente importante (passano su questi valori i minimi da dicembre). Nonostante la calma degli ultimi giorni è tuttavia lecito ipotizzare come altamente probabile una volatilità relativamente elevata sulla sterlina, con Theresa May che sarà costretta a combattere la guerra della Brexit su diversi fronti.

Da un lato il primo ministro dovrà far fronte alla sfida politica e commerciale con l’Europa, dall’altro resta aperta la questione scozzese, con il parlamento di Edimburgo che ha recentemente votato a favore di un nuovo referendum per l’indipendenza.

Non va sottovalutata anche l’incognita dell’Irlanda del Nord, con l’ipotesi di un referendum per ricongiungere l’Irlanda sotto un’unica bandiera nel nome dell’Europa (tecnicamente un’ipotesi meno complicata rispetto a quella scozzese, che richiederebbe invece anche il via libera europeo).

Il rapporto fra euro e sterLina, piattaforma ActivTrader



Nel comparto delle materie prime l’oro rimane positivo, negoziato sopra quota 1.240, anche se non è riuscito ad aggiornare i massimi di fine febbraio. Sugli scudi l’argento, che continua la sua rimonta, tornando sopra quota 18 dollari l’oncia. Dopo tre settimane di debolezza prova a reagire il petrolio, con le quotazioni del WTI in recupero oltre i 50$ al barile sulla scia di una minore produzione in Libia.

Carlo Alberto De Casa
Capo analista ActivTrades


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Tag: BORSA, COMMODITY, DOLLARO, ECONOMIA, FOREX, MATERIE PRIME, METALLI, ORO, SUPPORTI E RESISTENZE, VALUTE

 
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