Toro stanco a Milano

Gaetano Evangelista Ad Age italia

giovedì 6 aprile 2017

Chi è abbastanza in là con gli anni, tale da aver vissuto gli alti e bassi dei mercati azionari dell’ultimo quarto di secolo, conosce una verità incontestabile: sui minimi di mercato tutti sono mossi dal medesimo intento: vendere, scappare, liquidare, sbarazzarsi delle azioni ad ogni costo, al meglio prima che l’emorragia diventi letale. Quando la borsa scende, che si tratti di piccoli investitori o di gestori patrimoniali, di trader alle prime armi o di money manager con milioni o miliardi di dollari di AuM, l’imperativo è: uscire dal mercato.

Le motivazioni che inducono a comprare invece sono le più disparate: c’è chi lo fa sulla base di fondamentali ritenuti interessanti, chi perché scorge una condizione tecnica promettente; chi per il breve periodo e chi per il lungo.

Sta di fatto che mentre sui ribassi, in particolar modo nelle fasi di avvitamento delle quotazioni, le società scendono un po’ tutte, senza eccezioni, diversamente sui rialzi la partecipazione è meno corale; può così succedere di vedere un indice ai massimi, mentre le società in analoga condizione siano molto meno del 100% dell’universo delle azioni quotate.

Questa lunga premessa conduce gli analisti a soffermarsi sul concetto di “ampiezza” di mercato: vale a dire la partecipazione più o meno corale al movimento dell’indice che sintetizza l’evoluzione del mercato stesso.

C’è però un altro modo per tastare il polso del paziente: la correlazione. Sì, perché se si accetta quanto finora rilevato, è normale aspettarsi che in prossimità dei massimi di mercato la correlazione fra le azioni quotate diminuisca, mentre risulterà crescente nei ribassi, raggiungendo lo zenit sui minimi di mercato.




Il CorrInd è un indicatore di proprietà di AGE Italia, la società di cui il sottoscritto dirige l’Ufficio Studi. Si basa sul comportamento delle prime dieci società di Piazza Affari: un universo sufficientemente rappresentativo dell’intera capitalizzazione della borsa italiana.

Nello specifico, ciascuna società è confrontata con le altre nove società, calcolando il coefficiente di correlazione di coppia, e pervenendo dunque ad una matrice di correlazioni di cui si calcola il valore medio: il CorrInd, appunto.

Un CorrInd elevato – superiore all’80% - testimonia una partecipazione corale alla tendenza in essere, che solitamente risulta inclinata verso il basso e prossima ad esaurimento.

Viceversa, un CorrInd particolarmente compresso – inferiore al 50% - è tipico dei massimi di mercato. In effetti negli ultimi dieci anni una rilevazione simile è stata registrata altre sei volte, prima delle settimane più recenti; ed in tutti i casi, ad evidenza, il seguito è stato tutt’altro che piacevole. È giunto il momento a Piazza Affari di tirare i remi in barca?
 

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Tag: AZIONI, BORSA, BULL OR BEAR, INDICI, INVESTMENT, TRADING, WALL STREET

 
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