Trump giù, dollaro su

Giorgio Benetti www.cmcmarkets.it

giovedì 15 giugno 2017

Il rialzo della Fed spinge il biglietto verde ma occhi (e orecchie) degli investitori cercano di capire cosa può succedere al presidente Usa. I livelli da monitorare su Eur-Usd

I banchieri centrali si riprendono la scena e tornano protagonisti sui mercati finanziari, come dimostrato mercoledì 14 dalla Federal Reserve, che, come da previsioni, ha alzato i tassi di riferimento dello 0.25%, mossa ampiamente prevista dai mercati. Meno scontata la possibile incriminazione del presidente Trump per il reato di “ostruzione alla giustizia”, una notizia che ha avuto un effetto immediato sui mercati azionari.

Intanto il dollaro, dopo aver toccato i minimi degli ultimi mesi, ha ripreso un po’ di slancio allontanandosi da quota 1.13 contro l’euro. Questo livello deve essere considerato come una resistenza molto significativa, da cui era partito il rally post elettorale a inizio novembre 2016.
 

Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; giugno 2017


Si tratta di un ritracciamento di breve termine o, in effetti, il dollaro ha ripreso definitivamente il sopravvento? Non è facile dare una risposta, ma ci sono alcuni livelli da monitorare con grande attenzione, in particolare il gap ancora aperto in area 1.07-1.08 dalla fine di aprile. Da evidenziare anche lo stocastico lento in area di ipercomprato e un incrocio ribassista tra le linee.
 

Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; giugno 2017

Ulteriore conferma dell’importanza di questa area ci viene dai ritracciamenti di Fibonacci. E’ possibile, nel caso di un’ulteriore discesa, che questa area possa fungere da supporto da cui il cambio EUR/USD potrebbe poi trovare un ulteriore rialzo. In aggiunta c’è da dire che gli ultimi dati macro provenienti dagli USA non sono particolarmente brillanti (basti pensare all’inflazione e alle vendite al dettaglio) e questo potrebbe spingere la Fed a procrastinare fino alla fine dell’anno l’ultimo rialzo dei tassi preannunciato per il 2017.

Il movimento del dollaro ha avuto ripercussioni significative anche su altri asset, come l’oro e su valute come il dollaro canadese che nelle scorse sedute ha avuto un recupero significativo, in scia agli ottimi dati sull’occupazione che hanno superato le attese degli analisti e in seguito alle parole di Carolyn Wilkins, Senior Deputy Governor della Bank of Canada, che ha evidenziato come la banca centrale canadese potrebbe anche decidere di cambiare rotta rispetto alla sua politica monetaria espansiva degli ultimi anni, soprattutto nel caso in cui il prezzo del petrolio dovesse stabilizzarsi nel corso del tempo.



Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; giugno 2017


In questo caso sarà interessante verificare la tenuta di area 1.03250 su cui il prezzo è rientrato nella serata di ieri e allo stesso tempo monitorare l’andamento del prezzo del petrolio nelle prossime sedute.

Non è da escludere che un recupero dell’oro nero possa dare nuova spinta al dollaro canadese, che potrebbe nel breve tornare sulla media mobile a 200 periodi per poi riprendere il trend che si è consolidato da inizio maggio. In una prospettiva rialzista è invece interessante l’incrocio rialzista in area di ipercomprato dello stocastico lento.

 

A cura di Giorgio Benetti, Analista di CMC Markets

www.cmcmarkets.it/market-analysis

 

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Tag: ANALISI TECNICA, BULL OR BEAR, DOLLARO, ECONOMIA, FEDERAL RESERVE, INVESTMENT, USA

Titoli: CRUDE OIL, EUR/USD, ORO

 
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