Tutto serio, niente di grave

Larry Hatheway Capo economista GAM

giovedì 19 ottobre 2017


Il contesto macroeconomico continua ad essere favorevole. Le notizie più recenti dal FOMC (Federal Open Market Committee) segnalano come i responsabili politici diano per scontato un altro rialzo dei tassi entro fine anno, ma che un ulteriore restringimento dipenderà dai futuri dati sull’inflazione. A tal riguardo, il FOMC ritiene che l’inflazione possa rimanere a livelli bassi dato che gli Stati Uniti si stanno avvicinando alla piena occupazione. Mentre alcuni indicatori di attività statunitense sono stati colpiti negativamente dai recenti uragani, è probabile che l’impatto sia temporaneo e che l’economia continui in linea.

 

Il prossimo report sull’Indice dei Prezzi al consumo farà luce sulla situazione e in termini di impatto sul biglietto verde. I prezzi dei mercati sono influenzati da una certa convinzione rispetto a un’impennata dei tassi in dicembre. Questo mese prenderà l’avvio anche il piano di riduzione del bilancio della FED, che ha annunciato un taglio di 10 miliardi di dollari al mese in questo trimestre – 6 in termini di Treasury e 4 di MBS. Tale programma sarà esteso di 10 miliardi di dollari al mese in ogni trimestre del 2018 sulla base di dati significativi.
 

 L’inflazione dovrebbe crescere dello 0,2% al mese e dell’1,8% su base annua. Ci aspettiamo che le vendite al dettaglio, che contribuiscono al dato del Pil, aumentino di un solido 0,4%. Sarà interessante studiare anche i dati sulla crescita della moneta e del credito cinesi. In termini di rischio politico, il separatismo catalano, l’inizio del 19° Congresso del Partito comunista cinese, la selezione della Camera Bassa giapponese, le prospettive di riforma della tassazione statunitense, la decisione sul prossimo presidente della FED e gli sviluppi legati alla Brexit, oltre agli ormai consueti timori relativi a Corea del Nord, Turchia e altre aree di conflitto, sono tutte notizie che vengono sempre prese in considerazione.
 

La Catalogna non sembra più intenzionata a dichiarare l’indipendenza, ma la questione non è sopita. Alla fine Madrid avrà bisogno di fornire una risposta più convincente rispetto ad una mera dichiarazione di incostituzionalità. In Cina, in occasione del Congresso, il presidente Xi potrebbe focalizzare la sua attenzione sul fronte delle riforme economiche, sebbene non vi siano prove concrete al riguardo. Dal nostro punto di vista, crediamo che sarà più interessato alla politica estera, sfruttando il vuoto di leadership statunitense per espandere l’influenza cinese a livello globale.
 

Negli Stati Uniti le riforme fiscali non sono state agevolate dagli attriti tra Trump e il senatore Corker. I Repubblicani sono alla ricerca di una qualsiasi vittoria in termini legislativi prima che prenda l’avvio la campagna elettorale, nei primi mesi dell’anno prossimo. Potremmo anche assistere alla formazione di una coalizione tra Repubblicani e alcuni Democratici per ottenere l’approvazione dei tagli fiscali. Non ci dovrebbero essere, tuttavia, conseguenze degne di nota per il mercato dei capitali statunitense.

Commento a cura di Larry Hatheway, capo economista di GAM







 


Tag: ECONOMIA, FEDERAL RESERVE, INVESTMENT

 
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