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Europa verso la “redenzione”. Forse.


di Carlo Aloisio

Alla fine della scorsa settimana erano tutti pronti a scommettere che quella seguente, in prossimità delle nuove elezioni in Grecia, sarebbe stata all’insegna della volatilità. In aggiunta a ciò si stavano acuendo i problemi nel sistema bancario spagnolo.

Nel week end finalmente, una rapida decisione da Bruxelles sul paese iberico, sembrava aver riportato un po’ di positività sui mercati; purtroppo l’euforia del lunedì mattina si è spenta nell’arco dello stesso pomeriggio, innescando un sentiment contrastato sui listini europei e concentrando la speculazione contro il nostro paese.

Bisogna distinguere l’attacco tra il listino azionario ed i bond governativi; nel primo caso infatti è molto più facile colpire i titoli di riferimento, quali quelli del settore finanziario con la scusante che avrebbero in portafoglio un ampio stock di titoli pubblici; tra l’altro attraverso i derivati e il poco volume scambiato, con pochi “liquidi” si è facilmente innescato un trend negativo aiutato da una serie di commenti e rumors. Dall’altro lato le tensioni sugli spread, con un rialzo inevitabile dei rendimenti, hanno portato ad una maggiore spesa per interessi nelle aste di Bot e Btp rispetto a quelle di analoga scadenza effettuate nel mese di maggio.

Il flusso di vendite ha colpito non solo l’Italia e la Spagna ma anche il Bund decennale, con lo spread rimasto purtroppo invariato a causa della flessione contemporanea degli altri governativi. Da ciò si evidenzia come l’attacco speculativo si stia concentrando su tutta l’Europa, Germania compresa e che anche quest’ultima non può essere esente da contagio. Cosa da cui è auspicabile che alcuni principi vengano al più presto recepiti da tutti i componenti dell’Unione Europea.

Alcune indiscrezioni riprese da organi di stampa internazionale, danno come possibilista un’apertura della Germania verso il cosiddetto Erf che significa “patto europeo di redenzione”, piuttosto che insistere sulla strada degli Eurobond. Con questo patto si costituirebbe il debito eccedente il 60% del pil in un fondo europeo le cui passività sarebbero garantite in solido da tutti i paesi; il restante debito rimarrebbe di competenza nazionale e non potrà essere aumentato, pena l’imposizione di sanzioni che potranno arrivare fino all’espulsione del paese dal fondo e di conseguenza l’essere messo fuori dai mercati.

In passato molte questioni venivano risolte con le guerre, oggi fortunatamente, non sono più combattute sul piano militare, ma le conseguenze di queste lotte economiche sono devastanti; però le idee che provengono dal mondo industriale possono essere un esempio per gli stessi governanti impegnati nel rilancio e nello sviluppo del paese. Nel secondo dopoguerra del secolo scorso, i paletti della ripresa economica furono posti, oltre che dalla piccola iniziativa imprenditoriale, anche dai colossi Eni e Fiat

Per lungo tempo durante il boom economico degli anni 50-60 era in uso dire che ciò che andava bene per la Fiat andava bene per l’Italia ed alle porte dell’azienda  erano le banche  che facevano la fila per ricevere la liquidità. Eni ha portato la tecnologia e la capacità competitiva del nostro paese nel settore energetico ad un ruolo di leadership riconosciuta dai mercati internazionali dove ha oggi un rating più alto del Paese stesso. Su questo piano le iniziative lanciate in questi giorni da queste due aziende nella direzione di tagli dei costi per la clientela, vanno sottolineate con enfasi, in un momento in cui i consumatori sono stati colpiti da maggiori tasse e dalla negatività dei mercati che anch’essa contribuisce enormemente alla depressione dei consumi, che per alcuni settori di beni venivano attuati con il plus generato dagli investimenti stessi.

Paradossalmente alla situazione è stata una settimana molto attiva sul mercato primario con molti deal concentrati soprattutto sul settore dei corporate e nella giornata di  lunedì, sulla scia dell’euforia del finanziamento alle banche spagnole. Hanno raccolto liquidità la France Telecom A3/A- con 1 miliardo di euro sulla scadenza a 10 anni 15/6/2022 e con cedola al 3%, i book nel grey market hanno raccolto oltre 4.75 miliardi di ordini; meglio ancora la Telecom Italia Baa2/BBB arrivata a 5 miliardi di ordini con il doppio deal da 750milioni sulla scadenza a 3 anni cedola 4,265% ed altrettanti su quella a 6 anni cedola al 6,125%.

General Eletric A1/AA+ si e’ finanziata con 1 miliardo di euro sulla scadenza 18/6/2018 con cedola 2.875%, Michelin BBB+/Baa1 ha emesso 400 milioni di euro con scadenza 20/6/2019 e cedola 2.75% , Accor BBB- si e’ finanziata con 600 milioni di euro sulla scadenza 19/6/2017 e cedola fissa al 2.875% e Manpower Baa3/BBB- con 350 milioni di euro  cedola 4.5% e scadenza 22/6/2018.

Tra i sovereign la Polonia A2/A- ha optato per un deal sulla parte lunga della curva emettendo 1.5 miliardi di euro con cedola 3.75% e scadenza finale 19/6/2023. Buono l’interesse degli investitori per questo nome, con ordini raccolti oltre i 3.25 miliardi di euro nel grey market.

L’agenzia europea EFSF (European Financial Stability Facility) ha emesso 1.5 miliardi di euro sulla scadenza 3/4/2037 con cedola fissa annuale al 3.375%

Nei prossimi giorni rumour di nuove operazioni da parte di Detusche Post BBB+/Baa1 che ha organizzato una serie di meeting con gli investitori e l’italiana Snam che ha deliberato l’emissione di uno o più prestiti obbligazionari fino a 8 miliardi di euro, da emettersi in una o piu tranche entro giugno 2013.

 

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