Tanta voglia di grano
Il prezzo del grano, si sa, è strettamente correlato a fenomeni metereologici di ampia portata stagionale. Ma non solo: anche i processi demografici e il miglior tenore di vita dei Paesi Emergenti, possono alterare le condizioni tra domanda e offerta. Ebbene, in questo momento si sono create le basi per una salita dei corsi.
Il derivato con consegna maggio, quotato al Cbot, scambia attualmente in area 6,5 dollari per bushel. I prezzi però potrebbero essere influenzati positivamente a seguito della diffusione della notizia che i buyer cinesi, nei giorni scorsi, hanno acquistato 350 mila tonnellate di grano. E’ d’obbligo ricordare che il Paese asiatico rappresenta non solo il primo produttore, ma anche il primo consumatore a livello mondiale. E proprio sul fronte dei consumi, secondo i dati del Dipartimento dell’agricoltura statunitense (Usda) i consumi cinesi nella stagione 2011/2012 dovrebbero registrare un incremento del 5,4%.
Di recente i prezzi del grano sono stati penalizzati dall’annuncio che la Russia non reintrodurrà le quote alle esportazioni e dall’abbondanza del raccolto globale che – sempre secondo gli esperti dell’Usda - nel periodo 2011/2012 dovrebbe superare le richieste di 10 milioni di tonnellate.
Resta il fatto che il grano, al pari di altre materie prime, può costituire un asset class in grado di offrire una maggiore diversificazione di portafoglio, anche allo scopo di decorrelarlo da investimenti più tradizionali come azioni e obbligazioni.
Nella gamma dei Benchmark UniCredit su materie prime, l’emittente italiano mette a disposizione uno strumento avente come sottostante l’indice DJ-UBS GRAINS TR (CODICE ISIN: DE000HV16HK6).
La tabella seguente evidenzia le principali caratteristiche dello strumento.
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Il grafico seguente evidenzia l’evoluzione del DJ-UBS GRAINS TR.



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