Dire, fare…tradare

Ciao, Stefano, raccontaci di TraderPedia. Intanto, cos’è?
TraderPedia è un'enciclopedia on line gratuita. Tutti ormai conoscono WikiPedia. Ecco, l’idea che mi è venuta è stata quella di realizzare una enciclopedia per tutti ma legata al mondo del trading. Del resto, etimologicamente TraderPedia significa "formazione del trader", dal termine trader con l'aggiunta del suffisso di origine greca - Pedia - che significa appunto formazione. Lo scopo di Traderpedia è di condividere conoscenza e cultura del trading tra i trader che, spesso, ignorano la più semplice delle verità: "la storia, pur con qualche variante, si ripete. Sempre! "
Ma chi la scrive? Chi la elabora? Chiunque può collaborare?
Mi occupo personalmente di elaborare e creare i contenuti. Finora, l’inserimento delle oltre 1200 voci è durato svariati mesi, d’altronde posseggo migliaia di pagine sul trading, ho pubblicato diversi libri nella posizione, non comune, di autore ed editore. Possedendo in pieno la titolarità dei copyright dei materiali ho potuto inserirli e svilupparli in TraderPedia. Inoltre, ho riversato prodotti multimediali, creati fin dal 1996 dalla mia vecchia società Traderlab, ovviamente rivisitati e aggiornati. Comunque, chiunque può contribuire al progetto, è sufficiente contattarmi (stefano.fanton@traderpedia.it) e farmi pervenire il materiale da condividere. Molti trader di primo piano stanno già creando delle voci, ma chiunque può dare il suo contributo. Naturalmente non pubblicherò qualunque cosa, ci saranno anche dei filtri. Il profilo dovrà rimanere, per così dire, scientifico.
Torniamo alla “storia che si ripete sempre”. Vale a dire?
Per un trader la conoscenza delle tecniche, dei mercati, delle insidie, della storia e di tutto quello che gravita intorno a un prezzo di mercato è indispensabile. Anche se spesso, a causa di una insana fretta, il trader dimentica che può pagare col tempo quello che altrimenti dovrebbe pagare col denaro.
Cioè?
La sociologia lo insegna, le masse tendono a muoversi con un effetto valanga inarrestabile. Quando la paura si insinua nella psiche collettiva non vi è più la mediazione della ragione, tutto diviene istinto e, per questo, i mercati finanziari sono una splendida palestra per cercare di capire la psicologia delle masse. Le parole di uno dei più grandi speculatori di tutti i tempi, cioè Jesse Livermore, sono illuminanti: "Tutto ciò che accade nelle attività di investimento e di speculazione in titoli e in commodities è già accaduto altre volte. L’attività speculativa deve basarsi sul presupposto che le persone commettano esattamente gli stessi errori commessi in passato. La storia si ripete".
Vabbè, è la solita storia del parco buoi…
Al verificarsi di determinati avvenimenti o in specifiche condizioni, la massa degli investitori tenderà ad agire sempre nello stesso modo, tanto che a Wall Street è stata coniata l’espressione poco lusinghiera che accennava prima, cioè per descrivere la massa non consapevole di investitori: “parco buoi”. Ogni azione che compiamo, nella vita reale, è condizionata da stimoli esterni, le nostre stesse opinioni, i nostri principi di vita o il credo religioso, sono tutte condizionate da stimoli esterni. Allo stesso modo la fiducia o la paura, la speranza o il timore sono frutto di percezioni esterne che in borsa trovano terreno fertile.
Come uscirne?
Ogni trader dovrebbe studiare e conoscere la storia finanziaria, i grandi crolli, le grandi euforie. "Nulla di nuovo sotto il sole" diceva Ecclesiaste, un ulteriore motivo per far nostra la lezione che è capitata ad altri. Traderpedia intende diventare una miniera di storie, aneddoti, curiosità, tecniche e biografie di grandi traders. Estrarre dei contenuti è sempre difficile, quando si ha solo l’imbarazzo della scelta.
La prima delle qualità per un trader?
Una delle doti importanti da possedere per uno speculatore è l’immaginazione. Può sembrare strano ma è proprio così. Occorre immaginazione, si acquista un prezzo e non un titolo e, quindi, per essere un buon speculatore bisogna saper cambiare idea continuamente, considerando che anche le cose più assurde e impreviste possono verificarsi. Se uno speculatore acquista un titolo a 10€ deve poterlo immaginare a 100 o a 0,10 e concentrarsi esclusivamente sui mutamenti ignorando la direzione sperata a beneficio di quella effettiva. Quindi occorre immaginazione e non fantasia, una differenza di poco conto ma che si rivela, ad una più attenta osservazione, abissale.

Ovviamente immaginare non significa essere paralizzati dalla paura o vedere pericoli ovunque. Nel trading l'immaginazione deve semplicemente ipotizzare uno scenario opposto a quello preventivato. All'occorrenza, così facendo, la fuga sarà veloce. Il principale problema, che sorge con l’immaginazione, è che nel trading il sistema premiante è completamente diverso da quello della vita reale dove cambiare idea continuamente è un comportamento associato all’instabilità mentale più che al genio.
Immaginare, e non tentare di prevedere? E’ così?
Si tratta di non ancorare una speculazione a un’idea, a una visione o peggio a una “previsione” è quanto di più pericoloso possa fare uno speculatore, basta un solo evento imprevisto, una sola anomalia, un solo grosso movimento avverso per spazzare via dal mercato qualunque speculatore sprovvisto di un sistema di uscita dalle posizioni. Il mercato ha una sua direzione che, è bene ricordarlo, è il frutto delle decisioni di molteplici partecipanti al mercato, ognuno con una propria visione e con propri protocolli operativi, alcuni consapevoli, altri - la moltitudine - con dei protocolli operativi inconsapevoli e non codificati. Uno speculatore deve conoscere la direzione del mercato e dello strumento finanziario che intende cavalcare, in fondo è la sola e unica cosa che gli interessa. Più del quanto durerà, ad uno speculatore, interessa il dove sta andando il prezzo.
Altre perle di saggezza….
Il mercato è una sintesi di opinioni contrastate dove prevale, in maniera più o meno decisa, una visione di fondo dei movimenti, il mercato sale, scende o si muove con indecisione, sia al rialzo che al ribasso. Una volta individuata la direzione del mercato a nulla serve ipotizzare la durata del movimento, ad uno speculatore interessa procedere accompagnando i prezzi e, nel contempo, attuare degli stratagemmi per impedire che la direzione del mercato si trasformi in una meta ideale, in una fantasia e, infine, in un incubo. Inaspettatamente l’immaginazione è una delle qualità vincenti nella speculazione professionale. Immaginate quindi. Ogni scenario, se può essere pensato, ha una possibilità di verificarsi.
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