Meglio bistecca di asado che formaggio feta

E’ evidente come ormai i risparmiatori siano arrivati ad un punto di rigetto nei confronti della Grecia, che ad oltre due anni dall'inizio della sua crisi, causata dall'insostenibilità economica "taroccata" negli anni per poter entrare nell'Euro, è ancora causa d'incertezza e nervosismo sui mercati europei. Qualcuno evidentemente non si sta rendendo conto che la corda è stata già abbondantemente tirata; aver coinvolto i risparmiatori privati che avevano pensato d'investire "sicuri" i loro risparmi, diversificando in titoli governativi di un paese dell'Eurozona, a tassi in linea o di pochissimo superiori agli altri membri Euro (la Grecia a fine 2009 aveva ancora un rating A), nello swap del debito greco, un vero e proprio default mascherato, è stato alla base delle turbolenze che ci stanno accompagnando da molti mesi. E di questo sappiamo chi ringraziare oltre i confini delle nostre Alpi, oltre che sul mar Egeo.
In Europa però fare le cose semplici non è una regola e chi ha subito in marzo lo swap imposto di titoli, si ritrova oggi al posto del suo vecchio unico titolo GGB, una serie infinita di spezzature, circa 25, che - se tutto andrà bene - accompagneranno il deposito titoli fino al 2042. Ad una prima lettura tutto appare incomprensibile e si stampano pagine su pagine di fogli, per capire poi che ogni singolo titolino pagherà una cedola lo stesso giorno, il 24 febbraio di ogni anno e che, a partire dal 2023, scadrà ogni anno sun pezzettino del debito; il tutto poi accompagnato da titoli a breve dell'Efsf e da un warrant sul potenziale rialzo del Pil greco negli anni futuri; insomma da mettersi le mani nei capelli.
Noi siamo la stessa Europa che ha criticato per anni il default nel 2001 dell'Argentina, che aveva attratto molti investitori, ma con fondamentali economici completamente diversi. Innanzitutto l'Argentina non aveva il rating “investment grade” da parte delle agenzie, i tassi d'interesse intorno al 10% allettavano molti investitori orfani dei vecchi Bot e Btp in lire al 12%, che con l'entrata dell'Italia nell'orbita Euro non si accontentavano più del 4-5% offerto dai titoli di stato; quindi un investimento così detto "high yeld" (ad alto rendimento) ma con alto rischio speculativo e di volatilità.
Eppure quella tanto criticata rinegoziazione si è basata su due semplici variabili: un par bond a nominale invariato (e cedole ridottissime) ed un discount con alta cedola e taglio consistente del nominale, circa il 70%. In più un warrant sul Pil, che la ripresa della crescita economica ha già dato qualche piccola soddisfazione a chi lo ha tenuto, e soprattutto, un deposito titoli molto sobrio e di facile lettura.
Per ciò che riguarda i mercati, continua la situazione d'incertezza legata all’evoluzione della situazione di crisi in Spagna e Grecia dove, dopo le elezioni, non si riesce a formare un nuovo governo. I mercati finanziari sono molto nervosi con forti vendite sui titoli obbligazionari e azionari e spread in allargamento soprattutto per la corsa del Bund tedesco che tocca nuovi massimi storici oltre 142,50; lo spread col Btp è tornato costante oltre i 400 punti e la Spagna ha superato i 450 con il rendimento del titolo a 10 anni sopra il 6% (6.03%) per la prima volta dopo il 27 aprile.
Di conseguenza è rallentata anche l’attività sul mercato primario, dove sono state poche le emissioni. Tra queste un buon risultato ha avuto la Strabag, società nel settore delle costruzioni e lavori pubblici in Austria con rating BBB-, che ha collocato 100 milioni di euro con cedola al 4.25% e scadenza 10./5/2019. Tra i corporate, la Volkswagen A3/A- con 1.5 miliardi di euro cedola 1.875% e scadenza 15/5/2017; Caterpillar A2/A con 600 milioni di euro cedola 1.375%, scadenza 18/5/2015 e l’austriaca Oebb ha prezzato 1 miliardo di euro con cedola 3.375% e scadenza 18/5/2032.
Unico financial della settimana, una piccola banca in Germania, DVB Bank con rating A1/A+, che si è finanziata con 500 milioni di euro sulla scadenza a breve 3/5/2015 e cedola fissa al 2.5%. La russa Gazprombank, Baa3/BB+, dopo aver fatto un roadshow con gli investitori ha optato per un nuovo deal a 5 anni sul mercato del dollaro con un rendimento atteso del 5.75%. Anche la Repubblica Slovacca A2/A/A+ ha deciso di sfruttare il mercato del dollaro con un nuovo deal a 10 anni il cui rendimento è atteso in area 4.60%. L’italiana Generali, A2/A-, prepara il lancio di un nuovo bond trentennale, che potrebbe arrivare dopo la presentazione della trimestrale, Swiss Reinsurance Company, A1/AA inizierà un roadshow tra gli investitori per sondare la possibilità di emettere un nuovo bond, mentre per UBS i rumours sono di un nuovo 2 anni a tasso variabile in euro.


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