Scelte d’investimento non casuali

La vostra realtà di organismo autonomo ha una storia relativamente breve ma di rilievo, che vi vede partecipe nelle più svariate occasioni di approfondimento e controllo della professione. A fronte anche dei recenti casi di cronaca, può darci un’idea delle vostre attività di controllo?
Il Testo Unico della Finanza prevede che l’Organismo per la tenuta dell’Albo dei Promotori Finanziari - APF svolga la funzione pubblica di tenuta dell’Albo dei promotori finanziari e le attività connesse e strumentali sotto la vigilanza della Consob che esercita, altresì, la vigilanza su singoli promotori. Questo significa che l’APF ha anzitutto l’obbligo di segnalare ogni informazione di cui venga a conoscenza che risulti essere rilevante ai fini dello svolgimento della funzione dell’Autorità che può provvedere all’avvio di procedimenti sanzionatori nei confronti dei soggetti iscritti all’Albo. Inoltre, l’iscrizione e la permanenza nell’Albo da parte di ciascun promotore finanziario sono condizionate al possesso dei requisiti di onorabilità e di professionalità previsti dal D.M. n. 472/1998. In attuazione di quanto prescritto dalla suddetta normativa, APF ha il compito di procedere a una serie di controlli non solo al momento dell’iscrizione all’Albo, ma anche successivamente. A tal fine, sono applicate apposite procedure che individuano parametri per l’estrazione dei soggetti da controllare. Nel 2011 le verifiche effettuate sono state 1.480 e includono controlli a campione, nonché sulla base di “indicatori di rischio” che, a fronte dell’esperienza fin qui condotta, si sono dimostrati efficaci. La materia dei controlli è in continua evoluzione. APF, ad esempio, dal settembre 2010 è tenuto a verificare la sussistenza della situazione impeditiva, ex art. 2 D.M. 472/1998, relativamente al promotore finanziario membro di organi direttivi societari di intermediari nei confronti dei quali sono stati adottati provvedimenti di amministrazione straordinaria o di liquidazione coatta amministrativa. In questo ambito, nel 2011, sono stati sottoposti a verifica le posizioni di promotori all’interno di 22 intermediari.
Si parla di invecchiamento progressivo della professione, quale tipo di attrattiva possono trovare i giovani che vogliono intraprendere la carriera?
L’invecchiamento della categoria è un dato di fatto. È un Albo dove l’età media è di 47 anni e che ogni anno invecchia di uno. Questo perché non c’è un cambio generazionale strutturale. Certamente non è una professione semplice, né facile, ma ciò non vuol dire escludere i giovani professionisti, anzi i numeri di coloro che si propongono per intraprendere questa attività sono molto elevati. Inoltre, nonostante il titolo di studio minimo richiesto sia il diploma quinquennale della scuola media superiore, oggi sono sempre più i laureati a voler accedere all’Albo e nei risultati delle prove valutative quest’ultimi ottengono punteggi e percentuali di superamento migliori. Si tratta di giovani sempre più preparati e aggiornati su temi di finanza ed economici, temi che nel corso degli anni hanno visto rivoluzionare gli scenari, gli approcci e i modelli applicativi, anche in termini di approccio dell’offerta. La professione di promotore finanziario, oltre ad un set di conoscenze fisso e stabile, richiede un continuo aggiornamento: cambiano le normative, i prodotti e le tecnologie d’uso. In più, il rapporto costante con i gestori, anche internazionali, per approfondire i prodotti favorisce chi ha la conoscenza linguistica dell’inglese e la capacità di relazionarsi con clienti distribuiti sul territorio nazionale. Tutte caratteristiche senz’altro più confacenti a professionisti giovani, aperti al cambiamento e in grado di rimanere al passo con i tempi. Se poi vogliamo aprire una parentesi non tanto legata all’età, quanto al genere, le donne all’interno della professione sono nettamente inferiori (solo circa il 16%) rispetto agli uomini. Motivo, forse, di un retaggio culturale che tende a limitare la professione al genere maschile. Personalmente, sono convinto sia un incarico potenzialmente adatto anche per il gentil sesso, poiché degno di doti quali la capacità di ascolto, di analisi e di empatia, nonché la tendenza, statisticamente dimostrata, ad una ancora minore attitudine verso comportamenti border-line. Le barriere all’ingresso, però, le penalizzano. Se il numero di coloro che superano le prove è all’incirca lo stesso dei colleghi maschi, a trovare il mandato sono molto meno. Una difficoltà riscontrata comunque, riferendoci agli under 30, a livello generale, poiché solo 2/3 degli idonei riescono a ottenere un mandato e comunque, dopo 3 anni, la metà di loro non è riuscita a mantenerlo.
Avete lanciato in questi ultimi giorni una campagna di comunicazione capillare e accattivante, presentata anche in occasione del Salone del Risparmio. Ha voglia di entrare nel dettaglio delle operazioni che questa campagna promozionale mette in atto? Come cercherete di raggiungere i differenti target a cui vi rivolgete?
La nuova campagna di comunicazione è finalizzata a valorizzare il ruolo e la professione del promotore finanziario. Siamo in un periodo di forte incertezza economica e finanziaria che necessita di una figura professionale qualificata e specializzata al fianco dei capifamiglia investitori. Direi che oggi il promotore finanziario deve porsi come una figura sociale che aiuti le famiglie italiane che si avvalgono della sua consulenza a contenere l’emotività e a evitare mosse azzardate sul mercato (quante volte sentiamo dire che comprano in momenti di alte quotazioni e vendono “a sconto” in momenti di ribasso?). Ecco che il promotore finanziario da questo punto di vista è un notevole ammortizzatore. Benchmark del fondo, asset allocation e diversificazione del portafoglio, definizione e misurazione del rischio sono tutti concetti che se oggi se ne conosce il significato e il contesto è perché il promotore finanziario li ha spiegati ai clienti già molti anni fa. Inoltre, queste campagne mirano a combattere i luoghi comuni circa una natura del ruolo prettamente commerciale e, probabilmente, i pregiudizi legati alla categoria che contribuiscono a limitare al solo 20% le famiglie italiane che oggi si affidano a un promotore finanziario. Eppure recenti ricerche Assoreti-GFEurisko dimostrano che l’84% delle famiglie che usufruiscono dei servizi di tale professionista sono soddisfatte del suo operato e APF e le associazione di riferimento (ABI, Anasf e Assoreti) vogliono diffondere messaggi aderenti alla realtà, ponendo l’attenzione sulla preparazione tecnica e sulla propensione alla tutela e all’assistenza del cliente. Sono stati così realizzati degli annunci su stampa, radio e web dal taglio ironico, prendendo titoli e sommari pubblicati ogni giorno da quotidiani generalisti (e non di settore) che riportano definizioni date per scontato, ma che in realtà sono di dubbia comprensione. Non ci si può improvvisare e inventare consulenti né di sé stessi, né ovviamente per i cittadini. I mezzi di diffusione selezionati sono la carta stampata di settore e generalista, Radio24 che, per quanto radio finanziaria, è molto ascoltata soprattutto da coloro che cercano di operare investimenti fai-da-te e il web che è la piattaforma che oggi accomuna tutti, utilizzata su tutti i posti di lavoro. Sul web, infatti, tramite accordi presi con più siti e testate giornalistiche, sono stati realizzati banner e altri format che, se selezionati, riportano direttamente al nostro sito istituzionale, in cui è possibile trovare le informazioni e i dettagli sulla professione e sul relativo codice deontologico. Un video basato su un soggetto scherzoso ispirato al gioco del golf, con diffusione esclusivamente via internet, rafforza infine i messaggi della campagna di comunicazione esortando a evitare la casualità nelle scelte d’investimento. Il video è presente e, cliccatissimo, su YouTube, oltre che sul portale di APF (www.albopf.it).
I vostri test si fondano sulla trasparenza e indipendenza nelle domande e nelle correzioni. Il livello, visti i risultati di quanti riescono a superare l’esame, risulta essere alto e richiede molta preparazione. Voi stessi mettete a disposizione percorsi formativi ed esperti che guidino i futuri promotori finanziari?
Sin dal nostro inizio di operatività a gennaio 2009, APF ha voluto prove valutative estremamente selettive, perché è giusto che chi vuole abbracciare la professione sia preparato, al servizio e a garanzia del cliente. Circa un terzo di coloro che si candidano al test, supera l’esame. Questo è per noi un risultato, da un lato positivo perché significa che i nostri test sono di ottimo livello e permettono di selezionare effettivamente i migliori; dall’altro, però, la bassa percentuale comporta meno ingressi sul mercato, mentre noi ci immaginiamo che il nostro organismo possa essere una reale spinta qualificata all’industria del risparmio gestito.
Già negli anni precedenti sono stati pensati, e messi a disposizione dei candidati, strumenti sofisticati di preparazione e di simulazione al test. I tentativi di simulazione sono illimitati con questi tutte le volte differenti, esattamente come durante la prova ufficiale, in cui a nessun partecipante sono sottoposte le stesse domande di un altro, poiché sorteggiate automaticamente da un sistema informatico all’interno di un database di 5000 domande. Poi, da dicembre 2011 abbiamo dedicato uno spazio riservato a ciascun candidato sul nostro portale, all’interno del quale viene costantemente monitorato il suo livello di preparazione per ogni singola materia (un diamante, in cui ogni vertice rappresenta il traguardo di una disciplina, tiene traccia dell’evoluzione della conoscenza di ognuno). A sua volta, l’aspirante può decidere la materia su cui esercitarsi e può usufruire di un tutor informatico che sottoporrà lui esercizi e domande su quei temi in cui presenta maggiori difficoltà.
Infine, ci stiamo attivando per creare dei corsi di specializzazione per chi è già promotore finanziario, ma che non è ancora inserito nel mondo del lavoro. Ci auguriamo di poter lanciare presto un progetto pilota che vedrà la partecipazione di una Regione, di un’istituzione universitaria e di diverse società di intermediazione finanziaria per offrire un percorso integrato di formazione in aula e esperienza diretta sul campo presso intermediari che a loro volta avranno la possibilità di far conoscere la loro realtà lavorativa a nuovi promotori finanziari da inserire nella loro struttura al termine del corso. Non sappiamo ancora dire quale formula contrattuale sarà prevista (se apprendistato, praticantato o stage, comunque il linea con la nuova riforma del lavoro), ma APF si sta muovendo per rendere possibile il progetto, stabilendo i parametri e i criteri di accesso e certificando il percorso formativo, con l’obiettivo di promuovere la figura del promotore finanziario e di favorirne l’ingresso nel mondo di lavoro e, ancora di più, la permanenza.


Strategia della tensione
Il primo Conto Deposito vincolato 5 anni
Euro in bilico
Qualità e costanza premiano
Gli Stop intelligenti di FutureStation
La didattica nel segno di Banca IMI
Directa oltre quota 180 banche
Meglio bistecca di asado che formaggio feta
Un Bonus per l’Eliseo
Un ottimo investimento
“Il 2012 all’insegna del reclutamento”.
Energy game
Tutto pronto per il boom di Facebook
Un absolute obbligazionario targato Ignis
High Yield: una valida alternativa alle azioni
Supporto a 13.335 per FTSE/MIB
Usa in panne
Mal di spread: un cigno nero si aggira per l’Europa






